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Frutti e ortaggi, i più amati dagli italiani: indagine Agroter

Mele, arance e banane tra i frutti; patate, pomodori, zucchine e carote tra gli ortaggi: sono i prodotti ortofrutticoli più “amati” dagli italiani che, secondo il Monitor 2018 di Agroter, li acquistano e consumano praticamente tutti i giorni. Oltre il 90% di loro, dice la ricerca condotta su un campione significativo di 1.000 persone segmentate per genere, fascia d’età e area geografica, e presentata a un evento promosso a Milano da Mark Up e ItaliaFruit News.

Una platea di acquirenti intervistati per sapere quale sia la loro percezione della bellezza di frutta e verdura e fino a che punto l’estetica condizioni le loro scelte. E qui i dati hanno evidenziato una prima sorpresa. Perché solo circa un terzo del totale (il 32%) ha risposto di essere “molto o abbastanza d’accordo” con lo slogan “la frutta più bella è anche quella più buona”. E in tal senso sono più le donne a prendere le distanze da questo assunto. Mentre quasi il 46%, nel complesso, ha detto che la prima cosa cui pensa è la freschezza. E oltre il 21% intravede addirittura la bellezza in un prodotto con leggeri difetti, ma dall’aspetto più naturale.

La dimensione dei singoli frutti non è una leva di scelta, mentre gli acquisti possono essere indotti dai paesaggi in cui i frutti vengono coltivati. E’ il caso dei meleti del Trentino e dei terrazzamenti di limoni della Costiera amalfitana, che per oltre il 90% degli intervistati rappresentano un plus perché “migliorano i nostri panorami”. Come dire, la gente compra prima con la testa, o con il cuore, e poi con gli occhi.

“Il futuro dell’ortofrutta italiana sta comunque nel ‘Bbf’, i prodotti ‘Belli e ben fatti’ che trainano il nostro export perché sempre più apprezzati nel mondo – ha affermato Roberto Della Casa, docente di marketing agroalimentare all’Università di Bologna e curatore del Rapporto insieme a Raffaella Quadretti e Francesco Ricchieri – Le imprese ortofrutticole hanno bisogno di recuperare redditività, puntando su nuove strategie commerciali in grado di coniugare il bello, importante anche per la comunicazione, con il buono dell’etica d’impresa, della responsabilità sociale e del commercio equo, in grado di remunerare in maniera giusta i produttori. Tutte caratteristiche che sono sempre più apprezzate dal consumatore”.

In un contesto generale caratterizzato da consumi in leggera ripresa, dopo anni di stasi, e nuovi trend di attenzione per prodotti esotici, etnici, biologici e ad alto contenuto di servizio, la ricerca ha anche fatto luce sull’importanza dei Millennials (circa 11 milioni nati tra il 1980 e il 2000) quali driver di un rinascimento 4.0 dell’ortofrutta italiana. Giovani acquirenti che non si accontentano delle apparenze e che nella stragrande maggioranza dei casi (l’81% in base a rilevazioni Nielsen) sono disposti a pagare un sovrapprezzo per prodotti con benefici sulla salute.

Una fascia di età da monitorare con maggiore attenzione, quella dei Millennials, visto che secondo l’Eurispes entro il 2020 rappresenterà una buona fascia della popolazione di Europa e Stati Uniti.

L’indagine di Agroter ha anche indagato sui canali d’acquisto preferiti dai consumatori. E qui, senza troppe sorprese, il 45% ha indicato di rivolgersi preferibilmente dal contadino, quasi il 22% dal fruttivendolo e il 16% al mercato. Confermando che il canale tradizionale è ancora visto come quello che dà più garanzie di gusto. Mentre il retail vede i supermercati con meno del 15% delle preferenze, i discount con appena l’1,3 per cento.

La Grande distribuzione organizzata, che resta in ogni caso affidabile, ha sollevato in compenso un’altra sorpresa: il reparto ortofrutta nel complesso è il più apprezzato con oltre il 29% dei consensi, seguito dal reparto della bellezza per antonomasia, quello della profumeria, con quasi il 24%, e dalla panetteria con il 16 per cento. Anche se per donne e Millennials le preferenze per ortofrutta e profumeria sono invertite.

All’evento, che ha richiamato circa 800 operatori del settore, è intervenuto anche Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte, nel quadro delle sue esternazioni, ha parlato di bellezza e ortofrutta spaziando dall’Antica Roma ai pittori contemporanei, dagli scavi di Ercolano ai ritratti di Arcimboldo. Passando per quel “genio” di Caravaggio che con le sue opere (dalla Canestra di frutta alla Cena di Emmaus) è riuscito a parlare dell’uomo attraverso la natura morta.

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Categories: Food News