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Fotovoltaico e eolico: Fai, Legambiente e Wwf rompono il fronte e dicono sì ai paesaggi rinnovabili

Pixabay

Gli ambientalisti si dividono sulle rinnovabili e sulle installazione di fotovoltaico ed eolico per produrre energia: FaiLegambiente Wwf hanno infatti siglato un accordo nel quale riconoscono che la crescita delle fonti rinnovabili di energia è necessaria al Paese e che la si può perseguire nel pieno rispetto della bellezza. Si tratta di associazioni che nessuno può accusare di opacità nei confronti della tutela dell’ambiente e del paesaggio italiano. Rimane così isolata la posizione di Italia Nostra che si oppone, in modo più radicale, allo sfruttamento delle fonti rinnovabili per produrre energia elettrica in quanto la loro installazione deturpa il paesaggio. La spaccatura, peraltro, contamina anche il governo dove il sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi minaccia – e non da oggi – con la consueta intransigenza di scatenare le Soprintendenze per bloccare tutto il possibile. Tutto ciò mentre l’Italia è impegnata con la Ue a realizzare entro il 2030 un piano di forte incremento delle risorse rinnovabili. Progetti che occupano uno spazio rilevante del Pnrr.

Fotovoltaico e eolico: la svolta di Fai, Legambiente e Wwf

Arriva dunque una vera e propria svolta da parte di Fai (Fondo per l’ambiente italiano), Legambiente e Wwf che hanno definito un intesa su “Paesaggi rinnovabili” nella quale avanzano 12 proposte per coniugare la transizione energetica con la tutela del paesaggio.

In questo momento storico, caratterizzato dalla crisi climatica ed energetica, abbiamo di fronte a noi sfide importanti che richiedono grandi trasformazioni, sia dei nostri stili di vita che dei nostri territori. Per questo, il paesaggio deve essere posto al centro della transizione ecologica: una scelta determinante affinché tutte le trasformazioni necessarie siano in grado di non compromettere il nostro patrimonio comune, ma al contrario divenire l’occasione per riqualificarlo.

Fonte: documento Fai, Legambiente e Wwf su Paesaggi rinnovabili

Il documento firmato dalle tre associazioni elenca puntualmente i 12 obiettivi che, a loro giudizio, sono da raggiungere per traghettare l’Italia verso la rivoluzione delle nuove fonti di energia necessarie per proteggere lo stesso paesaggio “ferito dalla crisi climatica e rinnovarlo in modo sostenibile”. “Il paesaggio deve tornare al centro della discussione pubblica in una chiave progettuale” affermano le tre associazioni.

Fotovoltaico e eolico: la palude dei veti burocratici 

Nonostante gli obiettivi sfidanti del Pnrr, nonostante le aziende abbiano ripetutamente dichiarato di essere pronte a lanciare gli investimenti per realizzare gli impianti già autorizzati e di averne altri pronti a partire, tutto finisce per bloccarsi sl veto delle Soprintendenze. A farne le spese sono sia i grandi che i piccoli impianti. Una crescente quantità di ostacoli nonostante cresca la convenienza delle fonti rinnovabili, rispetto al passato.

Sul muro delle autorizzazioni si sono infranti i governi. Anche il governo Draghi, deciso a portare avanti gli impegni del Pnrr, e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani (rimasto in qualità di consulente del governo Meloni) si sono imbattuti nelle difficoltà autorizzati tanto che Palazzo Chigi aveva pensato di risolvere prima avocando a sé la decisione su ogni singola infrastruttura contestata, poi istituendo una “supersovrintendenza” ad hoc per i progetti legati al Pnrr.

Ora arrivano le dichiarazioni di Vittorio Sgarbi, in contrasto con quelle del ministro Pichetto Fratin (Ambiente e sicurezza energetica). Come andrà a finire? Adesso sono gli ambientalisti ad essere preoccupati: “L’ambientalismo italiano ha maturato una nuova consapevolezza: il nostro paesaggio è sempre cambiato”, spiega Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Ci si può opporre ai cambiamenti, oppure cercare di governarli, perché avvengano nel migliore dei modi. Insieme a Fai e Wwf abbiamo scelto questa seconda strada”.

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