Los recientes accordi tra Grecia e Israele con el llamado “Scudo di Achille”, contribuiscono a rafforzare il paese ellenico nel sector de defensa, ma offrendo un upgrade anche alla sua economia in generale. Nato con il principale intento di mettere uno scudo, lo Scudo di Achille appunto, alle mire della Turquía, vicino di casa scomodo sia della Grecia sia di Israele, il patto, siglato all’inizio di settembre, mostra diverse letture che riguardano l’economia della Grecia.
También en ambito geopolitico il patto si inserisce nelle dispute sul potere di quella parte del Mediterráneo oriental, sotto i riflettori politici e marittimi, e trova come contraltare il cosiddetto “Patto della Mecca” siglato sostanzialmente nelle stesse ore dello Scudo di Achille e che vede invece protagonisti di una defensa mutua justo ahí Turquía con a fianco il Pakistan y lasArabia Saudita. Delle mire di rafforzamento bellico della Turchia si è già a conoscenza. Il nuovo accordo tra Israele e Grecia apre un nuovo teatro politico ed economico che va monitorato.
Che cos’è lo scudo di Achille
L’accordo che Israele e Grecia hanno appena firmato del valore di 3 miliardi di euro, proporciona eso Tel Aviv fornirà ad Atene un sistema de defensa aérea a più livelli, multistrato e integrabile con le diverse forze armate, Marina compresa. Il ministero israeliano lo ha descritto come il “più grande accordo di esportazione di materiale bellico nella storia delle relazioni tra Israele e Grecia, e di uno dei più grandi nella storia dello Stato di Israele”. In pratica, aggiunge, si tratta di un “sistema di difesa completo contro un’ampia gamma di minacce”, inclusi missili balistici e droni. Nel dettaglio, sono compresi i sistemi David’s Sling e Spyder prodotti da Rafael, il Barak MX di Israel Aerospace Industries e il Drone Dome per l’intercettazione dei droni.
Del resto la Grecia sta già affidando la sua architettura di difesa alle tecnologie israeliane. Lo scorso aprile Atene aveva siglato un accordo intergovernativo da circa 750 milioni di dollari nell’ambito del quale Israele si è impegnata a fornire alle forze armate greche il sistema di artiglieria a razzo Puls di Elbit Systems. A fianco dello scudo di Achille inoltre, Israele e Grecia hanno anche firmato un accordo supplementare, del valore di 26 milioni di euro, “per la vendita dei sistemi Drone Dome di Rafael”, ha aggiunto il ministero, sottolineando che Israele “amplierà la cooperazione industriale nel settore della difesa con la Grecia, compreso il trasferimento di conoscenze e tecnologie all’industria locale”.
“Ci troviamo in un’epoca di cambiamenti radicali”, ha dichiarato in un comunicato il ministro della Difesa greco Nikos Dendias. “I conflitti moderni hanno già modificato i parametri della difesa e della deterrenza militare”.
I nuovi attriti tra Atene e Ankara di agosto con la scusa dei parchi marini. Il caso di Kastellorizo
Dopo anni di relativa calma, gli attriti fra Atene ed Ankara si sono riacutizzati a mediados de agosto quando la Turchia ha annunciato la creazione di due parchi marini protetti en aree contese del Mar Egeo alrededor Islas griegas di Samotracia e Castellorizo, provocando l’indignazione greca, come hanno riportato i media locali. Kastellorizo in particolare, sebbene geograficamente vicina alla costa turca, è territorio greco ed è stata al centro della più ampia disputa tra Atene e Ankara sulla piattaforma continentale e sui diritti di Zona económica exclusiva nel Mediterraneo orientale. Il Ministero degli Esteri greco ha risposto ad Ankara dicendo che i decreti presidenziali turchi si estendono oltre le aree di giurisdizione turca e pertanto “non producono assolutamente alcun effetto giuridico”. Atene, che ha ripetutamente comunicato alle Naciones Unidas la propria posizione in merito alle zone marittime delle proprie isole, è preoccupata che l’azione di Ankara sia un táctica per ampliare la sua posizione nelle aree marittime contese. Lo scudo d’Achille, non a caso, è stato firmato pochi giorni i dopo l’accaduto. In più giusto in questi giorni
Inoltre il primo ministro greco ha offerto 5.000 euro all’anno per le persone che vivono, lavorano o stanno valutando di trasladarse sull’isola greca di Castillorizo, inviando così un chiaro messaggio alla Turchia in merito alla sovranità e all’integrità territoriale della Grecia.
Come l’accordo con Israele impatta sull’economia greca
Grecia non farà solo da ospite: le aziende greche saranno coinvolte con un 25% di commesse e sviluppo tecnologico interno: 19 aziende greche sono già coinvolte nel progetto, per un valore superiore ai 750 millones, con l’obiettivo di costruire una base produttiva nazionale capace a sua volta di esportare. La logica è quella del trasferimento di tecnologie e competenze, e del rafforzamento dell’industria della difesa greca.
I nombres delle 19 aziende greche coinvolte nell’accordo non sono stati resi pubblici nei comunicati stampa ufficiali dei ministeri della Difesa di Grecia e Israele.Tuttavia, le dichiarazioni istituzionali e le analisi di settore hanno confermato alcuni dettagli chiave sull’identità e il ruolo del comparto industriale ellenico. Tra le realtà di punta figurano la Hellenic Aerospace Industry, che partecipa attivamente con il sistema di guerra elettronica Kentavros e la Scytalys, che ricopre un ruolo strategico collaborando con l’israeliana Rafael nello sviluppo del software nazionale di comando e controllo (C2) e dei collegamenti dati tattici.
L’accordo da 3 miliardi di euro non è di poco conto per l’economia di Atene: equivale a circa l’1,2% dell’intero Pil annuale che per il 2026 è stimato intorno ai 250-260 miliardi di euro. Gli investimenti bellici del governo del primo ministro Greco Kyriakos Mitsotakis tuttavia non finiscono in Turchia: Atene prevede infatti di spendere circa 28 miliardi di euro entro il 2036 in un disegno che, fra le varie spese, prevede l’acquisto di 40 caccia F-35 dagli Stati Uniti e fregate da Francia e Italia. La Grecia spende già quasi il 3,5% del suo prodotto interno lordo per la difesa, una percentuale nettamente superiore a gran parte dei Paesi Nato, proprio a causa della sua decennale disputa con la vicina Turquía.
La ripresa dalla crisi finanziaria del 2010
Era proprio stata l’immagine dell’isola di Kastellorizo ad essere scelta nel 2010 per indicale la Grecia nell’era del salvataggio finanziario. Da allora molte cose sono cambiate nel paese che ora sa anche far meglio di altri membri dell’Unione Europa. Fino a pochi anni fa, la Grecia era considerata come uno dei Paesi più in difficoltà d’Europa, con crescita economica debole, debito pubblico molto elevato e un sistema di riscossione fiscale inefficiente, incapace persino di garantire il finanziamento dei servizi pubblici essenziali. Oggi la Grecia ha un surplus di bilancio primario, cioè la differenza positiva tra entrate e uscite dello Stato al netto della spesa per interessi sul debito. Secondo il Fondo Monetario Internacional Atene ha realizzato un “ribaltamento di fronte straordinario” che ha ridefinito la credibilità economica del Paese. Atene è oggi “strutturalmente solida” dice il Fmi” e in grado di assorbire gli shock esterni, compresi quelli legati alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. A sostenere questa valutazione ci sono i dati macroeconomici. Il surplus primario della Grecia è salito a ridosso del 5% del Pil nel biennio 2024-2025. Parallelamente, il relación deuda/PIB è “crollato di ben 65 punti percentuali rispetto al picco toccato nel 2020”.
Il motore silenzioso ma potentissimo della rinascita greca sono state le reformas fiscales che hanno visto cambiamenti nelle regole che disciplinano impuestos, riscossione delle imposte e lucha contra la evasión fiscal. Un ulteriore impulso arriva dalla digitalizzazione dei processi fiscali,
En el 2025 Pil reale greco è aumentato del 2,1%, contro una crescita dell’1,4% nell’area euro. Si è trattato del quinto anno consecutivo in cui la Grecia ha registrato una performance superiore alla media dell’Eurozona, sostenuta soprattutto dagli investimenti e dai consumi privati. Nello stesso periodo, la disoccupazione è scesa all’8,9%, il valore più basso degli ultimi sedici anni. La Commissione europea stima una crescita del Pil nel 2026 dell’1,8%, la Banca di Grecia prevede un’espansione compresa tra l’1,9% e il 2%. Per il 2027 la Commissione indica un rallentamento all’1,6%, legato anche alla conclusione del Recovery and Resilience Facility.
Si mette in luce il listino di borsa di Atene: nove titoli greci entrano nel Stoxx Europe 600
Gli investitori hanno notato il cambiamento e hanno bussato alle porte della borsa di Atene (Atg) spingendo le quotazioni in rialzo di oltre il 30% nell’ultimo anno. Nel 2015 la borsa greca rimase chiusa per cinque settimane, a causa dei controlli sui capitali imposti al paese e del crollo delle banche sotto la crisi del debito. Quell’anno le azioni delle banche greche crollarono del 94% e la liquidità si prosciugò, rendendo il mercato più piccolo di quello egiziano o marocchino.
Il punto di volta è stato segnato nel 2025 dall’mejora de calificación della Grecia al livello “Investment Grade” con la promozione di Moody's. Il ritorno della Grecia ai vertici dei mercati europei ha aperto le porte ad alcune delle sue maggiori aziende, consentendo loro di entrare a far parte dell’indice azionario di riferimento della regione.
Il Prossimo 21 settembre, nove titoli azionari, tra cui quattro banche, entreranno a far parte dello Stoxx Europe 600 e nello stesso giorno entrerà in vigore anche la riclassificazione della Grecia come “mercato sviluppato” (da “mercato emergente”), rendendo così le sue società idonee all’inclusione nell’indice insieme a quelle di altri 17 paesi. A seguito della revisione trimestrale, entreranno a far parte dell’indice: National Bank of Greece SA, Eurobank SA, Piraeus Bank SA, Alpha Bank SA, Metlen Energy & Metals Plc, Public Power Corp SA, GEK Terna SA, Motor Oil Hellas Corinth Refineries SA e Jumbo SA. Le quattro banche saranno a loro volta aggiunte all’indice Euro Stoxx Banks.
