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Dal cinema al vino: lo svizzero scopre il Pugnitello Toscano

Silvia Costantini

Si chiamano Pugnitello e Foglia Tonda e sono i vitigni autoctoni fino ad oggi dimenticati che Ruedi Gerber, produttore cinematografico svizzero con il pallino biodinamico e la passione per la Toscana, ha piantato in un terreno appartenuto un tempo al Marchese Barbaresi Bourbon di Pitrella e praticamente abbandonato come molta altra terra dopo la riforma agraria.

Con un pizzico di “lucida follia”, come amichevolmente la definisce Paolo Menichetti – direttore della proprietà – Gerber, ha realizzato così il suo progetto di vita, e oggi si divide tra Zurigo e Gavorrano, in Maremma, dove sorge la Tenuta Sequerciani, producendo vini biodinamici certificati Demeter, e grani antichi, olio e miele certificati Bioagricert.

Insomma, se i personaggi del cinema si avvistavano un tempo sulle passerelle mondane di Capri o della Costa Smeralda, oggi capita che coltivino la terra in Toscana e diano vita a imprese di valore ambientale ed etico come nel caso di Gerber. 

Sequerciani è una azienda giovane, fondata nel 2010, con la prima vendemmia nel 2014, realizzata con trenta ettari di terreno, la metà dei quali vitata. Obiettivo di Gerber è di produrre 50-60mila bottiglie l’anno.

Riscoperto dopo un secolo di oblio grazie ad una ricerca dell’Università di Firenze, Foglia Tonda, dal nome circolare della foglia, è un vitigno molto simile da un punto di vista organolettico al Sangiovese. Prima di arrivare nel calice, nella cantina di Sequerciani, Foglia Tonda trascorre 12 mesi in anfore di terracotta di Impruneta e diventa una bevanda di Bacco di colore rosso profondo, elegante e di carattere, con sentori di spezie e di macchia mediterranea adatta a essere abbinata con il classico tagliere toscano, ai primi piatti con verdure e alle grigliate di carne. (Foglia Tonda, Igt, 3000 bottiglie anno, circa 19 euro).

Pugnitello, il cui nome deriva dalla forma del grappolo, a forma di piccolo pugno appunto, dimenticato da secoli, ben si addice alla coltivazione biodinamica. Vendemmiato a mano, vinificato in vasche di cemento, viene affinato in tonneaux di rovere francese. Niente solfiti aggiunti, nessuna filtrazione, Pugnitello è un vino di colore rosso intenso, al naso complesso e speziato, abbinabile ai piatti della tradizione toscane ed è considerato il vino portabandiera della Sequerciani (14 gradi, 30 euro in enoteca).

Tra gli altri piccoli gioielli nel bicchiere di Ruedi, troviamo anche Libello, fatto di Sangiovese e Ciliegiolo, fresco e beverino da degustare con una “parmigiana” o con piatti di verdure gratinate (14 gradi) e l’Aleatico, da abbinare ai formaggi e miele (18 euro in enoteca, la bottiglia da 3,75 cl). Non manca il Vermentino, che qui chiama Verment’Oro, un bianco ricercato, anch’esso senza solfiti aggiunti, che haanfora toscana prima di essere pronta per la tavola dove i suoi sentori di frutta gialla ed erbe officinali e il suo essere talvolta “petillant” lo portano ad abbinamenti con piatti di verdure e carni bianche, piatti a base di pesce azzurro e con formaggi (15 euro in enoteca).   

Nella tenuta di Ruedi Gerber ci sono poi l’accoglienza in case e villa, l’olio, i grani antichi, la farina, la pasta e il miele. Ma questa è un altro capitolo della storia del nostro svizzero folle d’amore per la Toscana.

SS Sequerciani, Società Agricola

Loc. Sequerciani 58023 Gavorrano (GR)

Tel. +39 0566 028053/ +36 340  2637849

info@sequerciani.it

www.sequerciani. it

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Tags: ToscanaVino