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Shipping: accordo tra Ics e Irena per decarbonizzare il settore

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Dopo l’accordo con Enel Green Power focalizzato su rinnovabili e idrogeno verde, l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena-International renewable energy agency) ha annunciato il nuovo accordo di collaborazione con l’International chamber of shipping (Ics), l’associazione mondiale degli armatori (di cui a breve diventerà presidente Emanuele Grimaldi), per sostenere la decarbonizzazione del settore marittimo introducendo tecnologie rinnovabili.

In particolare, i due organismi organizzeranno uno scambio regolare di informazioni sull’offerta e la domanda di energia rilevanti per il settore marittimo e lo scambio di dati su scenari di “carburanti futuri” (come idrogeno verde e ammoniaca), sia per gli stati nazionali che per l’industria marittima. Questo accordo di partenariato si concentra in particolare sulla necessità di garantire un’equa transizione energetica per le economie in via di sviluppo e sull’importante ruolo del rafforzamento delle capacità, nonché sul riconoscimento del fabbisogno energetico dello stesso trasporto marittimo.

Parlando dell’accordo, Guy Platten, segretario generale di Ics, ha dichiarato: “Lo shipping rappresenta quasi il 3% delle emissioni globali di CO2 e il nostro viaggio verso la decarbonizzazione è una sfida enorme. Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dai combustibili ad alta intensità di carbonio per alimentare le navi, anche perché negli anni a venire la flotta globale dovrà trasportare combustibili a zero emissioni di carbonio in paesi di tutto il mondo”.

L’associazione mondiale degli armatori spera che questo accordo possa stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte dei decisori politici a rendere ampiamente disponibili sul mercato combustibili a zero emissioni di carbonio. A tal proposito, Ics ha fatto presente alla Cop26 che sono necessari quasi 5 miliardi di dollari per accelerare il cambiamento nella ricerca e sviluppo verso combustibili a zero emissioni di carbonio nel settore marittimo, poiché è necessario sviluppare molteplici tecnologie nascenti per raggiungere un’implementazione su larga scala.

Molti marittimi provengono da paesi in via di sviluppo, che stanno assistendo in prima persona agli effetti del cambiamento climatico. Ics vuole che questi lavoratori ricevano le competenze ecologiche di cui hanno bisogno per mantenere in movimento il commercio globale e che le nazioni in via di sviluppo abbiano accesso alle tecnologie e alle infrastrutture per far parte della transizione verde del trasporto marittimo.

Come rilevato da Irena, il passaggio a combustibili alternativi come idrogeno, ammoniaca, biocarburanti ed elettrificazione da fonti rinnovabili potrebbe ridurre dell’80% le emissioni del trasporto marittimo entro il 2050.

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