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Russia: piano anticrisi da 9 miliardi

Fiaccata dalle sanzioni occidentali, dal petrolio ai minimi e dal conseguente crollo del rublo, la Russia cerca di rialzare la testa. Il governo di Mosca ha varato un piano anticrisi da 9 miliardi di euro, come annunciato dal ministro dell’economia, Alexei Uljukaev.

La stampa russa scrive che il piano comprende 96 punti divisi in quattro capitoli: gli aiuti alle regioni (che da soli valgon 3,7 miliardi), il supporto ai settori più in difficoltà (auto) o prioritari (agricoltura), misure sociali e riforme strutturali.

Le contromisure prese dal governo federale puntano a invertire quanto prima la rotta del Pil, che secondo il Fondo monetario internazionale calerà nel 2016 dell’1%, dopo il -3,7% del 2015.

Nel 2015 si è registrato poi un boom della disoccupazione, che è cresciuta del 7,4% raggiungendo il 5,8% della popolazione attiva, cioè 4,42 milioni di persone.

Quanto ai salari reali, sono scesi del 9% nei primi 11 mesi dello scorso anno, mentre l’inflazione ha raggiunto livelli record: stimata al 12,9% nel 2015, dopo l’11,4% del 2014.

La situazione economica è stata discussa oggi dal presidente russo Vladimir Putin nel Consiglio di sicurezza, ponendo l’accento sulla necessità di compensare dall’interno il calo delle importazioni, mentre il suo portavoce Dmitri Peskov ha dichiarato che per ora non c’è ancora una soluzione per i prestiti in valuta straniera.

Quest’ultimo aspetto della crisi non è secondario, perché incide sulle condizioni di vita di molti russi che hanno acceso mutui in valuta estera e che oggi chiedono la conversione dei prestiti in moneta nazionale, dopo che la divisa russa è crollata a oltre 83 rubli per un euro

PwC ha pubblicato oggi i risultati del sondaggio annuale sulle opinioni di 107 Ceo delle più grandi aziende in Russia: la minaccia principale nel 2016, secondo il 92% degli intervistati, è proprio la volatilità del tasso di cambio

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Tags: PilRussia