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Russia, la tempesta perfetta sta passando

La Russia è stata colpita nel corso del 2014 da tre potenti shock, solo in parte collegati tra loro, i cui effetti hanno fatto parlare di “tempesta perfetta” per la loro capacità di penalizzare duramente un’economia già vulnerabile e in rallentamento dal 2011. Le sanzioni occidentali collegate al conflitto in Ucraina, la fuga di capitali e il conseguente deprezzamento del rublo e, infine, il consistente calo del prezzo del petrolio hanno avuto, per ragioni diverse, ripercussioni fortemente negative su tutte le componenti della domanda interna russa e anche per l’export, composto per quasi il 70% da prodotti del settore energetico.

Cosicché il PIL si è contratto del 2,2% annuo nel primo trimestre 2015, anche se meno di quanto inizialmente atteso. Tuttavia, è previsto che l’economia russa torni a crescere già prima della fine del 2015, anche grazie all’attività di stabilizzazione messa in atto dalla Banca centrale che, manovrando il tasso di interesse e lasciando fluttuare liberamente il rublo, dopo quindici anni di interventi sul mercato per contenerne la volatilità, ha restituito poco a poco fiducia al sistema.

Segnali di risveglio dell’attività emergono già da indicatori congiunturali. In assenza delle riforme strutturali auspicate dalle stesse istituzioni russe, comunque, il potenziale di crescita nel medio termine risulterà sensibilmente più basso di quello sperimentato negli anni Duemila.

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