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UniCredit-Commerzbank: Орлопп излагает план слияния в два этапа, но Орсель готов ее уволить.

Dopo l’incontro tra Orcel e il ministro delle Finanze tedesco, cominciano i lavori per costruire il futuro di Commerz, ma Orcel vorrebbe un cambio ai vertici: via la ceo Orlopp e il presidente del consiglio di sorveglianza Weidmann

UniCredit-Commerzbank: Орлопп излагает план слияния в два этапа, но Орсель готов ее уволить.

Prima un periodo di collaborazione, poi la fusione vera e propria. Il tutto con l’avallo del governo tedesco, sempre che si trovi un accordo. È questo il piano delineato dall’amministratrice delegata Беттина Орлопп для будущего Commerzbank. Peccato che potrebbe non essere lei a realizzarlo, considerando che dopo due anni di guerra intestina, in cui è stato detto tutto e il contrario di tutto, il numero uno di Unicredit, Андреа Орсель starebbe pensando di metterla alla porta, insieme al presidente del consiglio di sorveglianza, Йенс Вайдманн, facendo valere la sua quota di maggioranza.

Orlopp: “Con Unicredit piano in due fasi”

Intervenendo alla Global finance conference di Barclays, l’attuale numero uno di Commerzbank ha risposto ad alcune domande relative all’incontro di lunedì tra Orcel e il ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil. “È chiaro che siamo allineati con il Governo perché è un importante azionista con due posti nel consiglio di sorveglianza e diritti speciali. E anche importante che ci siano discussioni tra i due principali azionisti, soprattutto in vista di una potenziale fusione’”, ha affermato la manager secondo la quale una futura “fase due” in cui realizzare l’aggregazione tra Commerzbank e Hvb “può funzionare senza intoppi solo se c’è anche l’accordo del secondo maggior azionista”, ha sottolineato Orlopp. 

La ceo ha ribadito che in questa fase Commerzbank rimane una banca indipendente e quotata, pur avendo un azionista di maggioranza.  Nella “fase 1”, ha proseguito, la banca è concentrata nella sua strategia standalone ma può anche “pensare a cosa poter fare insieme” a Unicredit e a “come definire meglio i nostri target 2028 e 2030 attraverso la collaborazione, trovando modi comuni per aumentare i guadagni di efficienza e incrementare i ricavi”. L’obiettivo della “fase 1” è quindi di “raggiungere i target ma probabilmente di definirne anche di più aggressivi alla luce della nuova situazione”- A un certo punto, e i tempi potranno essere decisi solo da Unicredit, si passerà a una “fase 2” con “un vero consolidamento con l’integrazione tra Hvb e Commerzbank”. 

Unicredit: Orcel vuole mettere alla porta Orlopp e Weidmann

Non è detto però che sia Orlopp a gestire i passaggi di cui parla. Secondo ipotesi che circolano da tempo, dopo due anni di lotta per il controllo di Commerz, in cui non sono mancate accuse e dichiarazioni al vetriolo, Andrea Orcel vorrebbe un cambio della guardia: via sia la ceo Bettina Orlopp che il presidente del consiglio di sorveglianza, Jens Weidmann. Non a caso, durante l’estate, Orcel ha ripetutamente dichiarato di voler dialogare con i rappresentanti dei dipendenti di Commerzbank, le autorità locali e il governo centrale, escludendo Orlopp e Weidmann. 

Interpellata sulla questione da Reuters, Unicredit  non ha risposto alla richiesta di commento, mentre un portavoce di Commerzbank ha escluso cambiamenti ai vertici, dichiarando che “il consiglio di amministrazione di Commerzbank ha contratti in essere, il consiglio di sorveglianza è eletto dall’assemblea generale e vi è piena sintonia sulla strategia”.  Unicredit è però nella posizione di convocare un’assemblea straordinaria degli azionisti e nominare nuovi rappresentanti in Commerzbank.

Le condizioni del Governo tedesco

E si cominciano a delineare anche quali potrebbero essere i temi da negoziare con il governo di Berlino che, durante l’incontro di lunedì, ha posto cinque condizioni: la banca deve restare quotata in Borsa e la sede principale deve rimanere a Francoforte. Chieste inoltre garanzie su credito e occupazione: Commerz dovrà continuare a finanziare le pmi sia in patria sia all’estero, mentre i suoi 40mila dipendenti dovranno essere adeguatamente considerati. Ultima condizione: il governo dovrà continuare avere due posti in consiglio di sorveglianza, così come previsto da un accordo siglato nel 2009, quando lo Stato tedesco entrò nel capitale dell’istituto allo scopo di salvarlo.

Due le richieste a cui Orcel non vorrebbe cedere: la prima riguarda la rete internazionale, che secondo il ceo andrà  razionalizzata. La seconda è proprio la presenza dei due rappresentanti del governo nel cds – frutto di una dichiarazione di diciassette anni fa che per Unicredit non avrebbe più motivo di esistere dato il cambio di proprietà – che potrebbe ostacolare i piani di Piazza Gae Aulenti. Il tira e molla è già cominciato.

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