X

Riforma Bcc, via libera della Camera

Primo sì del Parlamento al decreto sulle banche e alla riforma delle Bcc (banche di credito cooperativo). L’aula di Montecitorio ha approvato nella tarda serata di ieri il provvedimento con 274 voti a favore e 114 contrari, dopo che il Movimento 5 Stelle ha rinunciato all’ostruzionismo e dopo il voto di fiducia sull’emendamento del Governo che modifica il testo originario allargando la libertà d’uscita per le Bcc che non vorranno far parte della holding unica delle banche di credito cooperativo.

Ora il decreto va al Senato ma, considerando che i termini di tempo sono molto stretti perché il provvedimento scade il 15 aprile, è probabile che il testo uscito dalla Camera diventi definitivo, anche se il Governo sarà probabilmente costretto a chiedere nuovamente al fiducia.

La riforma delle Bcc è il punto centrale del decreto che contiene però anche importanti norme sulla garanzia pubblica per il recupero delle sofferenze bancarie e sull’anatocismo. La riforma prevede che le Bcc si aggreghino in una holding capogruppo ma che le Bcc, che, per la loro storia e per la loro diversa visione di fare banca nel territorio, preferiscono restare indipendenti abbiano diritto a una way out a patto che abbiano un patrimonio superiore a 200 milioni di euro e paghino un’imposta straordinaria del 20%. In tal caso le Bcc indipendenti, che potranno aggregare anche Bcc più piccole, manterranno l’indivisibilità delle riserve e conferiranno a una spa bancaria, da esse stesse controllata, sia la licenza che le loro attuali attività bancarie. 

Della way out usufruiranno probabilmente le Bcc trentine e alto-atesine e alcune Bcc della Toscana, dell’Emilia, della Lombardia e del sud d’Italia.

Related Post
Categories: News