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Prometeia: “5 anni per tornare ai livelli pre-Covid”

Marco Verch on Flickr

Dopo la revisione al ribasso delle stime sul Pil 2020 effettuata dalla Commissione Europea, anche Prometeia peggiora le previsioni sul prodotto interno lordo italiano, che quest’anno dovrebbe registrare una contrazione del 10,1%, per poi rimbalzare nel 2021, crescendo del 5,9%. A metà maggio, la società di consulenza ipotizzava un calo del Pil pari a -8,5%. Secondo Prometeia, inoltre, per tornare ai livelli pre-Covid occorrerà aspettare il 2025. Nessuna ripresa a V insomma, ma una lenta risalita che rischia di costare non poco in termini economici, sociali e occupazionali.

Volendo fare un breve riassunto delle previsioni per il 2020: al -10,1% di Prometeia si aggiunge il -11,2% della Commissione Ue. Secondo l’Ocse, nel caso in cui arrivasse una seconda ondata di contagi il Pil potrebbe calare del 14%, se invece la situazione rimarrà sotto controllo il ribasso sarà dell’11,3% (rimbalzo tra +5,3% e +7,7% nel 2021). A metà maggio Confindustria parlava invece di una contrazione del Pil pari a -9,6% nel 2020, mentre la stima inserita dal governo nel Def (-8%) e quella calcolata dal Fmi (-9,1%) risultano a questo punto le più “ottimistiche”. Infine Bankitalia, nelle considerazioni finali, ha ipotizzato un -9% nello scenario di base e di un -13% in quello più pessimista. Non solo, secondo Palazzo Koch, se il Governo sarà costretto ad imporre un nuovo lockdown, più di una famiglia italiana su due (il 55%) rischierà di scivolare sotto la soglia di povertà.

Tornando a Prometeia, oltre alle previsioni sul PIL, la società di consulenza ha ritoccato anche quelle sul rapporto deficit/Pil, che secondo le stime si attesterà all’11%, e sul debito/Pil, atteso al 159%. Lo stimolo fiscale per quest’anno è stimato in circa 5 punti percentuali di PIL, ma “non sembra sufficiente per riavviare in modo deciso i consumi e gli investimenti”.

“Alla peggiore recessione mai registrata in tempi di pace – scrive Prometeia – seguirà un rimbalzo il prossimo anno, via via che tutte le attività economiche (compreso il turismo e l’intrattenimento) potranno tornare a livelli normali di operatività e, con esse, l’occupazione e il reddito degli operatori più colpiti”. La società esprime un giudizio parzialmente positivo sulle misure di policy introdotte, considerandole “tempestive ampie e innovative”, in grado di aiutare “a contenere i costi di questa crisi”, ma insufficienti per “impedire la flessione nel 2020” o per “sostenere successivamente un rimbalzo”. “Prometeia prevede che solo nel 2025 il Pil potrà ritornare ai livelli pre-Covid”, si legge nel report.

Nel frattempo, il livello di attività economica rimarrà inferiore a quello pre-crisi, con meno occupazione, risparmio delle famiglie più elevato e debito delle imprese più alto. 

Per quanto riguarda le politiche europee, secondo Prometeia l’Italia alla fine sceglierà di utilizzare il Mes, mentre gli Stati Membri riusciranno a mettersi d’accordo sul Recovery fund, stanziando “650 miliardi di euro complessivi da mettere a disposizione per sostenere le economie nella fase della ripartenza: 350 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 300 di prestiti.” L’Italia potrebbe risultare il maggior beneficiario di questi fondi, ricevendo il 18,8% del totale: 122,2 miliardi tra sovvenzioni e prestiti. 

Il report di Prometeia si conclude le stime sul PIL dell’area euro (-8,1%) e del mondo (-5,2%). Spiccano soprattutto le previsioni sulla Cina (Pil 2020: +0,6%) e sugli Stati Uniti (Pil 2020: – 5,7%). “In Europa, Cina e Stati Uniti la pandemia fa ancora paura, ma è nei Paesi emergenti la situazione sanitaria più allarmante”, spiega la società.

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Categories: Economia e Imprese