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Planet Farms, in Brianza insalate e erbe aromatiche dalla più grande serra verticale d’Europa

FIRSTonline

Rivoluzionare il settore dell’agricoltura in chiave ecosostenibile: questa è la missione della giovane startup di Brianza, Planet Farms. Il rifiuto di pesticidi chimici, la selezione di semi non trattati, acqua purificata e ambienti controllati hanno come risultato prodotti freschi, genuini e saporiti amici dell’uomo ma soprattutto del pianeta. La sostenibilità è l’ingrediente base che sta permettendo a questa realtà agricola di essere un esempio di innovazione in tutto il settore: dalla produzione, alla lavorazione, all’impacchettamento, fino alla logistica.

Nella vertical farm a Cavenago di Brianza vengono prodotte le insalate in foglia ed erbe aromatiche a km0 che Planet Farms ha iniziato a distribuire all’interno di diversi supermercati e marchi della grande distribuzione, da Esselunga a U2, da Gorillas a Iper, su una superficie di 3mila metri quadrati (equivalente a un ettaro). Tra i prodotti: il lattughino biondo, yummix orientale (a base di pakchoi, tatsoi, mizuna e senape), il yummix delicato (a base di lattughino romano, batavia rosso e foglia di quercia), il yummix piccante ( a base di senape, rucola e mizuna) e, infine, il basilicooh (basilico classico). Il risultato sono i sapori di una volta con la tecnologia di domani.

Nell’agricoltura tradizionale l’aratro, i fertilizzanti e le sostanze chimiche sono tutti pratiche rese necessarie per proteggere il raccolto dai cambiamenti climatici, i funghi, i parassiti e erbe infestanti. Ognuna di questi però contribuisce a modifica l’ecosistema, a contaminare il prodotto e l’ambiente ma anche a generare tonnellate di rifiuti. In Planet Farms le piante ricevono l’ideale la luce grazie a speciali lampade led accese di giorno e spente di notte per simulare l’alba e il tramonto, telecamere sorvegliano la crescita, sensori vigilano sul funzionamento del sistema; il clima è controllato; l’aria filtrata, l’acqua riciclata riduce il consumo ed evita la dispersione nell’ambiente, nessun pesticida o erbicida. La coltivazione su più piani massimizza la resa, riduce il consumo di suolo e l’impatto dei trasporti. 

Per quanto riguarda i progetti futuri si prevede l’apertura di nuovi stabilimenti produttivi in Italia fuori: “Il prossimo sarà nel comasco – ha raccontato Travaglini – poi uno a Romagnano Sesia e altri in Italia. La nostra idea è produrre cibo per i territori alle porte delle città in luoghi strategici per la logistica. Non siamo una tecnologia che produce un prodotto elitario ma sano e che contrasti l’usura delle risorse: le nostre insalate, per esempio, non devono essere lavate e mantengono intatto gusto proprietà nutrizionali”. Inoltre, arriveranno prodotti lavorati – realizzati direttamente all’interno degli stabilimenti stessi – e nuovi ortaggi, dai frutti rossi ai pomodori fino ai mini cetrioli.

A breve verrà inaugurata la vertical farm all’interno del parco del ristorante tristellato “Da Vittorio” a Brusaporto in provincia di Bergamo. La collaborazione con i fratelli Cerea, Chicco e Bobo, nasce durante la pandemia. Quando la stratup brianzola donava i propri prodotti alla mensa dell’Ospedale degli Alpini di Bergamo, gestita proprio dai fratelli Cerea. Da quell’incontro sta per nascere una piccola vertical farm, in legno ecosostenibile, che produrrà insalate ed erbe aromatiche da utilizzarsi nelle varie preparazioni. Con questa partnership, il ristorante Da Vittorio punta a ottenere la prima stella verde, il riconoscimento introdotto recentemente da Michelin per i ristoranti che si impegnano nel ridurre gli sprechi e nell’utilizzo di prodotti green.

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Categories: Food News