X

Mutui: ecco come cambia la rata con il nuovo rialzo della Bce

Pixabay

Sesto rialzo dei tassi consecutivo della Bce oggi da luglio scorso. La decisione di alzare i tassi ufficiali di un altro pezzo punto grava ovviamente sui tassi di tutti i finanziamenti, in particolare sui mutui. Vediamo in che modo, sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio di Mutuionline.
Facciamo l’esempio di un mutuo da 140.000 euro a 20 anni a tasso variabile: la rata passerà da 794 euro a 819 euro, cioè il 4,6% in più, portando l’aumento totale da febbraio 2022 al 31%. Per un mutuo invece da 250.000 euro a 30 anni la rata passerà da 1.139 euro a 1.211 euro, cioè il +6,3% in più.
Ed ecco l’impatto dell’aumento delle rate sul reddito medio di una famiglia italiana, pari a 33.000 euro netti all’anno: se a febbraio 2022 la rata del mutuo a 20 anni pesava il 22% del reddito mensile, con l’aumento raggiungerà il 30% del reddito mensile. Ancora più alto l’aumento della rata del mutuo a 30 anni, che passa dal 20% al 40% del reddito mensile.

Forti richieste per mutui a tasso fisso, anche per la poca differenza di tasso

In questa situazione di continui rialzi dei tassi ufficiali, va da sé che siamo in forte aumento le richieste di mutui a tasso fisso, soprattutto nei primi due mesi del 2023, grazie anche al ridotto spread esistente rispetto al variabile, dice Mutuionline.

I mutui a tasso fisso ora rappresentano l’80,3% del mix (+34,3% rispetto al quarto trimestre 2022). Calano invece gli importi medi richiesti che ora si attestano sui 130.691 euro, oltre 10.000 euro in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Del resto il tasso IRS è stabile e l’Euribor continua a crescere, portando i tassi variabili quasi allo stesso livello dei fissi: a febbraio il tasso medio è 3,52% per il variabile e 3,58% per il fisso.

Rispetto al primo rialzo della BCE a luglio 2022 si registra una crescita di +267 bps sull’Euribor a 1 mese e di +259 bps sull’Euribor a 3 mesi. Molto più contenuti gli incrementi del tasso di riferimento dei mutui fissi: rispetto a luglio 2022 l’IRS a 10 anni è salito di 100 bps, a 20 anni di 70 bps e a 30 anni di 62 bps. “In questo momento il fisso è una scelta più sicura, soprattutto considerando che la forbice tra fisso e variabile è sempre più sottile: la differenza a febbraio è di 11 bps a favore del variabile sulla migliore offerta (2,88% vs 2,99%) e di soli 6 bps sull’offerta media (3,58% vs 3,52%)” osserva Mutuionline.
“Nel contesto attuale con i tassi fissi allo stesso livello dei variabili continuiamo a vedere un forte interesse verso le richieste di surroga, che sono aumentate a partire dall’ultimo trimestre 2022 e che per l’85% sono da tasso variabile a tasso fisso” dice Alessio Santarelli, Direttore Generale della Divisione Broking di Gruppo MutuiOnline e AD di MutuiOnline S.p.A.

Ma la nuova legge di bilancio sulla trasfomazione dei mutui non decolla

“Oggi il fisso è una scelta ovvia sia per i nuovi mutuatari, sia per chi vuole mettersi al riparo dal continuo aumento delle rate” dice ancora Santarelli. La Legge di Bilancio ha reintrodotto anche la possibilità di trasformare i mutui a tasso variabile in tasso fisso con la propria banca, a delle condizioni prestabilite. “Questa norma però non sembra decollare: gli istituiti di credito ci dicono che stanno ricevendo molte richieste di informazioni ma poche richieste effettive, forse perché i clienti non rispettano i requisiti previsti: mutuo iniziale sotto i 200 mila euro, ISEE sotto i 35 mila euro e nessuna insolvenza o ritardo nei pagamenti. Oppure perché l’offerta disegnata con i criteri del decreto non è competitiva in quanto i mutuatari devono trasferire le condizioni di spread di mutui a tasso variabile contratti quando gli Euribor erano negativi a mutui a tasso fisso, condizioni spesso meno competitive rispetto a quanto si trova oggi sul mercato con una normale surroga. Per tutti questi clienti le surroghe sono sicuramente un’opzione da considerare”.

Crescono lentamente le richieste degli under 36

Rimane molto alto per il terzo trimestre di fila il reddito medio dei richiedenti, pari a 2.760 euro, ben 540 euro in più rispetto al pari periodo dello scorso anno. Infine, si nota un incremento del 9,5% delle richieste di under 36, grazie all’estensione della normativa sui mutui giovani, “che però non sta avendo lo stesso effetto che ebbe a maggio 2021 probabilmente a causa del differente contesto economico” osserva Mutuionline.

Related Post
Categories: News