X

Moda, Pitti Uomo: la ripresa arriva dall’Oriente

“Non dobbiamo essere solo noi a viaggiare: facciamo venire i clienti qui, a far loro vedere come si fa il prodotto e che cosa è il made in Italy”. “Nel mondo ci sono 1 miliardo di persone uscite dalla povertà: un immenso mercato a cui rivolgersi”. Non solo nuovi ricchi, dunque, e soprattutto meno missioni all’estero ma valorizzazione della manifattura locale, dell’arte legata alla moda e del territorio. Si apre con questi spunti, pronunciati rispettivamente dal vice ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda e dal presidente di Sistema Italia Moda Claudio Marenzi, l’edizione invernale del Pitti Immagine a Firenze, alla cui inaugurazione ha partecipato anche il sindaco e segretario del Pd Matteo Renzi.

La rassegna fiorentina, che inizia oggi e dura fino al 10 gennaio, ospita 30mila visitatori e vede l’esposizione di 1.047 brand, di cui quasi il 40% esteri in rappresentanza di trenta Paesi, ed è legata a doppio filo con Milano, dove in contemporanea si tengono le sfilate. “Fiera qui, sfilate a Milano”, è il concetto più volte richiamato nel corso della conferenza di apertura, nell’ottica di un sistema moda che valorizzi il multicentrismo italiano ma sappia anche fare rete a livello nazionale. “La Francia è Parigi, l’Inghilterra è Londra, l’Italia è più cose”, viene infatti rimarcato da molti.

Come da tradizione, l’appuntamento di gennaio è dedicato all’Uomo, il cui mercato nel 2013 si è presentato in crescita. “Le vendite sono salite dell’1% a 8,6 miliardi di euro – ricorda Marenzi –, il che rapportato all’intero fatturato della moda, pari a 51 miliardi, dà circa il 17% della quota”. Come al solito, è l’export a trascinare questo moderato ma significativo aumento: 5,24 miliardi di vendite arrivano dall’estero, in salita del 3,7%, mentre le importazioni nell’anno appena concluso sono scese del 5%. La sorpresa semmai è che non è solo il commercio extra-Ue a contribuire al trend, anzi. 

Dei Paesi che importano il Men’s Fashion italiano il primo si conferma essere la Francia, con il 12,1% della quota di mercato (in calo dell’1,1%), davanti a Svizzera e Germania: in generale, quasi il 53% della linea di abbigliamento maschile prodotta nello Stivale viene venduta in Paesi Ue. Il primo non europeo è gli Stati Uniti col 9%, mentre il 2013 è stato decisamente l’anno del boom spagnolo: 5,6%, in crescita del 15,3%. Sale molto anche la Cina, dove però si vende per “soli” 122 milioni di euro (2,8% della fetta) ed emerge di gran carriera la Corea del Sud: 68 milioni, solo l’1,6% ma col +34% negli ultimi 12 mesi.

Questi ultimi due dati confermano un’altra tendenza evocata al Pitti: il grande traino è e resta l’Oriente, dove oltre a Cina e Giappone si affacciano interessanti mercati emergenti come appunto quello coreano o quelli del Sud-Est asiatico. Su questo tema, anche se rivolgendosi principalmente a un mercato un po’ più vicino come quello russo, sono anche stati illustrati i risultati del primo anno del progetto International per la Moda di Unicredit, presente a Firenze con l’amministratore delegato Federico Ghizzoni. “Ad oggi abbiamo erogato quasi 100 milioni di nuovi finanziamenti e oltre 100 delle aziende segnalate dal Centro di Firenze per la Moda Italiana (il Cfmi presieduto da Stefano Rossi, ndr), espositrici al Pitti di Firenze e al Cpm di Mosca, hanno usufruito dei prodotti Unicredit dedicati alla loro attività internazionale”, ha dichiarato Ghizzoni.

Nella prospettiva dell’internazionalizzazione e dell’export c’è stato anche il contributo del portale “UniCredit International per la Moda”, che nell’anno ha registrato circa 8.000 visitatori unici, offrendo diversi servizi tra i quali strumenti per la ricerca di mercati esteri dove avviare nuove attività di export e report settoriali elaborati da UniCredit. Tra gli obiettivi principali del progetto era inoltre previsto l’affiancamento strategico di un numero selezionato di piccole e medie imprese “top” del “fatto in Italia” nella moda: sono oggi più di 70 quelle che stanno sviluppando con la Banca progetti strategici, finalizzando acquisizioni e alleanze grazie a operazioni di scouting, M&A, equity e finanziamenti strutturati, anche attraverso il nuovo strumento dei mini-bond.

Unicredit non si è però limitata ai finanziamenti: ha organizzato specifiche azioni di orientamento ai mercati esteri: 380 aziende hanno partecipato all’iniziativa “Destinazione Cina” tenutasi lo scorso ottobre a Firenze e Napoli, nata con l’obiettivo di supportare le aziende del settore Fashion & Luxury nell’attività di esportazione verso il mercato cinese. A novembre si sono invece svolti due “B2B calzature e accessori”, con oltre 600 incontri delle 100 aziende partecipanti con 20 buyer da Canada, Corea del Sud, Libano, Israele, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman, Germania e Polonia. Il prossimo 16-18 gennaio avrà luogo un B2B abbigliamento Bimbo al Pitti Bimbo, dove sono già previste 30 aziende esportatrici.

Unicredit International per la Moda fa comunque parte del più ampio programma Unicredit per l’Italia, lanciato nel marzo 2012 con l’obiettivo di accompagnare all’estero almeno 20.000 aziende del Paese e fornire nuova finanza per almeno 40 miliardi di euro entro il 2015. Dall’avvio del programma, sono state oltre 12.000 le imprese che con UniCredit hanno avviato o incrementato la loro attività estera e, di queste, oltre 750 appartengono al settore Moda. I nuovi finanziamenti erogati hanno superato i 23 miliardi di euro, dei quali 800 milioni sono stati erogati a oltre 5.500 aziende italiane della Moda.

Related Post
Categories: News