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Guida Michelin: Cracco perde una stella, l’Italia seconda al mondo dopo la Francia

Troppa esposizione mediatica, troppe giurie tv, troppa pubblicità e troppe patatine hanno fatto male a Carlo Cracco, il supercelebrato, e polemico chef vicentino. Gli esperti della Guida dei ristoranti Michelin hanno deciso infatti di togliergli una delle due ambitissime stelle che gli erano state riconosciute nelle passate edizioni, facendolo retrocedere di un gradino nella qualifica 2018 dei migliori chef d’Italia.

Se Cracco scende (ma ha di che consolarsi con l’apertura di nuovi locali di cui uno in società con Lapo Elkan) sale invece nell’olimpo dei cuochi tristellati Norbert Niederkofler del ristorante St. Hubertus di San Cassiano. Tutt’altra personalità rispetto a Cracco,  tutto casa e lavoro. La motivazione dei giurati della Guida Rossa è quasi una poesia: “I piatti rivelano la personalità dello chef. Quelli di Norbert Niederkofler, sanno raccontare mille e una storia. I protagonisti sono la natura, la cultura e i gusti schietti e intensi delle sue montagne, la passione e la fatica quotidiana dei contadini e degli allevatori, la qualità eccelsa dei loro prodotti, le tradizioni e i metodi tramandati, il calore dei masi, il desiderio di viaggiare per imparare e di ritornare per ritrovare il proprio stile di vita, l’impegno, la cura, la costanza che si sposano con l’entusiasmo e la leggerezza. Nei piatti di Norbert Niederkofler si gustano questi sapori, si vedono le montagne, si ascoltano queste storie. L’incontro con questa cucina non è un pasto, ma un’indimenticabile esperienza umana. Per gli ispettori Michelin, tre stelle emozionanti.” Insomma impossibile resistere al richiamo delle ammalianti sirene montane di Niederkofler.

Nella vita si sale e si scende. Perde una stella delle due che aveva conquistato tanti anni fa anche Claudio Sadler riconosciuto e raffinato interprete della meneghinita’ culinaria che si è distinto negli anni   per   uno stile personale e innovativo che reinventa le tradizioni della classica cucina italiana regionale. Su Instagram con l’eleganza che gli è propria ha postato

una foto che ritrae un cerotto che copre la stella perduta poi commenta: “Oggi ho perso il primato di permanenza delle due stelle continuative di Milano, 14 anni, si torna a una stella, un incidente di percorso. Siamo al pronto soccorso, ma guariremo presto, prometto!! Un po’ di amaro in bocca, ma accetto con serenità il giudizio degli ispettori della Michelin, noi continueremo a lavorare e a migliorarci!! Grazie a tutti gli amici che hanno espresso la loro solidarietà, mi spiace anche per Carlo Cracco che credo viva la mia stessa sa sensazione”.

Ma ci sono anche altre novità interessanti nell’edizione 2018 della Michelin. In totale sono 356 i ristoranti meritevoli di stelle in Italia,  cosa  che colloca il nostro Paese in seconda posizione per eccellenza di ristorazione mondiale riconosciuta dai severi ispettori de la “Rossa”, subito dopo la Francia. In totale sono 9 i ristoranti che si aggiudicano tre stelle ovvero meritevoli – secondo i giurati – di un viaggio apposito.  Oltre al St. Hubertus figurano   Piazza Duomo ad Alba, Da Vittorio a Brusaporto, Dal Pescatore a Canneto Sull’Oglio, Reale a Castel di Sangro, Enoteca Pinchiorri a Firenze, Osteria Francescana a Modena, La Pergola a Roma, Le Calandre a Rubano.

Sono invece  41 i ristoranti che possono vantare due stelle e che quindi “meritano una deviazione”. Con tre novità di quest’anno: Andrea Aprea, del ristorante Vun Milano

“che porta in tavola il gusto della tradizione italiana e della sua origine partenopea rivisitato in chiave contemporanea” con una cucina innovativa che “guarda al futuro senza mai

dimenticare le sue origini”; Matteo Metullio, del ristorante La Siriola, di San Cassiano, chef giovanissimo di 28 anni  “talento innato”  passato per l’esperienza del St. Hubertus, con grande  “voglia di mettersi in gioco e di migliorare”, e Alberto Faccani, del ristorante Magnolia, di Cesenatico. “Come per Matteo Metullio – commenta il direttore de la

Guida Michelin –  anche per Alberto Faccani, chef del ristorante Magnolia, a Cesenatico, la cui cucina si distingue per “elaborazione, fantasia e accostamenti originali, che valorizzano le materie prime del territorio, superandone i confini.”

Facendo un po’ di statistiche dall’edizione 2018 della Guida,   la Lombardia risulta la regione più dinamica, con 7 novità: 63 ristoranti (2 tristellati, 6  con due stelle 55 con una stella. Seconda posizione per la   Campania con 41 ristoranti, (6 con due stelle e  35 con una), a ruota segue  il Piemonte, con 40 ristoranti (1 da tre stelle 4 da due  e 35 da una). Seguono il Veneto a quota 38  e la Toscana, con a quota 35 stelle.

Roma,  risulta  la provincia più stellata d’Italia con 28 stelle, e scalza dal primo podio Napoli, che di ristoranti stellati ne vanta 23. Arriva al terzo posto Milano con 20 stelle complessive.

“È interessante notare – commenta Sergio Lovrinovich  direttore della Guiida Michelin Italia – come il dinamismo lombardo e il fascino della capitale siano riconosciuti

anche dai recenti dati Euromonitor, che vedono Milano come unica città in ascesa tra le prime 10  destinazioni europee, seconda destinazione turistica in Europa tra le città italiane dopo Roma e settima tra le città europee. Tra le province più stellate, significativo è il quinto posto della Provincia Granda, che rispecchia non  solo la ricchezza gastronomica del territorio, ma una crescente vivacità nella valorizzazione dei propri prodotti.

Com’è giusto, la Guida Michelin – osserva ancora Lovrinovich offre una panoramica della situazione culinaria del Paese. Nel conto delle stelle, perciò, non ne includiamo altre, che ricordiamo però con grande piacere, perché rappresentano l’eccellenza della nostra cucina al di fuori dei nostri confini. In tutto il mondo, gli chef  italiani che si distinguono per la loro cucina sono 35: 30 a una stella, 4 due stelle , 1 tristellato”

Interessante ancora notare che fra i 26 ristoranti che entrano quest’anno nel Gotha Michelin  il 30% sono guidati da giovani talenti che hanno meno di 35 anni e tra questi, 4 hanno addirittura un’età inferiore ai 30 anni il ché lascia ben sperare per il futuro gastronomico nel nostro paese.

Ancora un dato interessante. Non c’è bisogno di svenarsi per mangiare in un ristorante di eccellenza. Tra i 2700 ristoranti presi in esame dalla Guida per decidere l’assegnazione dei riconoscimenti 504 propongono un pasto completo a meno di 25 €  e  2086 propongono un buon pasto con prodotti di qualità,

Infine da notare  che la Guida non è solo cartacea. Tutti i ristoranti della Guida Michelin Italia si trovano anche nella app Michelin Ristoranti, scaricabile gratuitamente per iOS e Android. Il sito www.guida.michelin.it, funziona come motore di ricerca della Guida Michelin Italia, e permette di scegliere un ristorante secondo gusti, occasioni, budget.

A ogni ristorante corrisponde una descrizione dettagliata, con contenuti esclusivi sui ristoranti stellati e gli chef.

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