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Golden Share, timori al Senato: la Cdp non diventi l’Iri

L’appuntamento per il sì definitivo al decreto sulla golden share è mercoledì prossimo in Aula al Senato. Ma intanto tra i senatori c’è chi paventa il ritorno a una sorta di Iri, timori che si focalizzano sulla possibilità che la Cassa depositi e prestiti possa assumere partecipazioni in società di rilievo di interesse nazionale. Da qui l’intenzione di mettere a punto un ordine del giorno bipartisan che impegni il governo a rivedere, limitandolo, il ruolo della Cassa depositi e prestiti.

Tra chi teme la riedizione del vecchio Iri c’è il presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama, Mario Baldassarri, che sottolinea l’ampiezza del campo di azione lasciato alla Cdp, che “può essere pericolosissimo – spiega – per ricreare un nuovo Iri. Bisogna vedere se il Governo è pronto a recepire un odg impegnativo per varare norme in tempi brevi”.

E dal governo – attraverso il ministro per le Politiche Ue, Enzo Moavero Milanesi, intervenuto in commissione, dove è stata sollevata la questione – è già arrivata una puntualizzazione: le norme del decreto sulla golden share sono parallele e non sovrapponibili a quelle relative alla Cdp che opererebbe “in una condizione di piena parità con gli altri soggetti di mercato”.

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