Matteo Salvini sceglie il finale del suo intervento a Pontida per cambiare il terreno del confronto nella Lega. Dopo mesi di tensioni, critiche alla gestione del partito e richieste di rilancio dai territori, il segretario annuncia un congresso straordinario a ottobre. Una decisione che sorprende anche i dirigenti più vicini e costringe il fronte dei dissidenti a rivedere le proprie mosse. “Ritorno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alzata di mano”, scandisce dal palco. Il messaggio tiene insieme la richiesta di una nuova legittimazione e l’avvertimento a chi contesta pubblicamente la linea del Carroccio. Salvini vuole discutere, ma pretende che dal confronto esca una direzione condivisa. “Non voglio divisioni, voglio unità, voglio serenità, voglio determinazione, voglio idee chiare, voglio compattezza”.
L’annuncio permette al leader di riprendere l’iniziativa e fissare i tempi della partita interna. Le modalità restano però da definire. Il consiglio federale convocato per lunedì 21 settembre alle 15, nella sede milanese di via Bellerio, dovrà affrontare la proposta e chiarire la natura dell’appuntamento, a partire dalla scelta tra congresso elettivo e programmatico.
Pontida 2026: i nordisti chiedono una svolta
La sorpresa non cancella le ragioni del dissenso. Maximiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda, riconosce che l’annuncio era inatteso, ma vede nel congresso uno spazio per portare avanti le richieste provenienti dalla base. Lo considera anche il “sintomo che c’è la necessità di rilanciare il partito e riguadagnare la fiducia degli elettori”. Al centro del confronto c’è l’identità della Lega e il rapporto tra la sua dimensione nazionale e le radici settentrionali. Romeo sostiene un’organizzazione federale articolata tra Nord, Centro e Sud. I governatori chiedono che territori, autonomia e federalismo tornino a pesare nelle scelte politiche.
L’affondo più netto arriva dal presidente lombardo Attilio Fontana, che difende le proprie critiche e rivendica il diritto di intervenire quando sono in gioco gli interessi della regione. “Quando sento i discorsi centralisti non sto zitto, io sono nato federalista e voglio il federalismo”.
luca zaia riporta sul palco la questione settentrionale e raccoglie applausi richiamando la ragione originaria del movimento. “Noi siamo per l’autonomia, la Lega esiste per l’autonomia e il federalismo”, ricorda l’ex governatore veneto, che descrive un partito “né di destra, né di sinistra”.
Pontida 2026: sul prato le divisioni diventano visibili
A Pontida il confronto attraversa anche la platea. Durante l’intervento di Romeo, ai cori “Matteo Matteo” dei sostenitori del segretario rispondono quelli di chi scandisce il nome del dirigente lombardo. Per qualche secondo si arriva agli insulti tra militanti, mentre alcuni passaggi di Fontana vengono accompagnati dai fischi.
L’accoglienza riservata a Salvini, salutato da cinque minuti di applausi, conferma comunque la forza del suo rapporto con una parte importante della base. E sul possibile congresso elettivo pesa anche un altro elemento. Secondo quanto riferito da esponenti del dissenso, il segretario può contare su un’ampia quota di delegati a lui vicini, una condizione che renderebbe difficile la corsa di un eventuale sfidante.
Per ora non emerge una candidatura alternativa. Romeo rinvia ogni valutazione alla definizione delle regole, mentre il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari prevede che “anche stavolta sarà un congresso unitario”. A richiamare il partito alla coesione è Giancarlo Giorgetti. “I nemici non sono dentro la Lega ma fuori e non si vedono”, afferma.
Nel primo raduno dopo la scomparsa di Umberto Bossi, l’omaggio al fondatore riunisce le diverse anime del movimento. Il ricordo del Senatur, però, non basta a superare le divisioni e a sciogliere i nodi politici.
Pontida 2026: sicurezza, pensioni e tasse verso le elezioni
Salvini affianca alla richiesta di compattezza le priorità con cui intende accompagnare la Lega ai prossimi appuntamenti elettorali. Sulla sicurezza sollecita un aumento immediato a 10 mila militari impiegati nelle strade e un’estensione della legittima difesa.
Sul terreno economico rilancia il superamento della legge Fornero con quota 64, la riduzione delle tasse sugli stipendi dei giovani e l’ampliamento della flat tax per autonomi e partite Iva. Per finanziare gli interventi propone di chiedere un contributo miliardario alle banche italiane. Il congresso dovrebbe fissare la linea politica e chiudere la stagione delle contestazioni pubbliche. “Poi la prima voce fuori posto dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra”, avverte il segretario.
È qui che si concentra la scommessa di Pontida. Salvini punta a frenare le spinte al cambiamento e a ottenere una nuova investitura, mentre i dirigenti critici chiedono una svolta nella linea del partito. A ottobre si capirà quale delle due ambizioni avrà prevalso.
