Le European stock exchanges rialzano la testa dopo il pesante sell-off della vigilia, sostenute dal rientro del Petroleum e dal recupero dei titles banking, ma restano esposte alle incognite geopolitiche and dubbi sulla corsa agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
A pesare sull’avvio è stata soprattutto l’escalation tra Stati Uniti e Iran e l’allargamento delle tensioni oltre lo Strait of Hormuz, con il nuovo fronte aperto nel Mar Rosso dagli Houthi yemeniti, sostenuti da Teheran, e le minacce alle rotte commerciali strategiche come Bab el-Mandeb, il passaggio che collega Oceano Indiano, Mar Rosso e Canale di Suez. Gli Houthi hanno tuttavia escluso una chiusura totale dello stretto, precisando che il blocco annunciato riguarderà soltanto attività legate all’Arabia Saudita e non il traffico internazionale.
Resta alta anche l’attenzione sul comparto tecnologico dopo la correzione dei titoli americani legati all’intelligenza artificiale. I dubbi sulla redditività dei grandi piani di spesa delle Big Tech hanno contribuito alla perdita di circa 800 miliardi di dollari di capitalizzazione dei “Magnifici 7” nella seduta precedente.
Sullo sfondo rimane inoltre il tema dei new US tariffs: l’amministrazione Trump ha annunciato tariffe comprese tra il 10% e il 12,5% sui principali partner commerciali nell’ambito delle misure contro il lavoro forzato, alimentando nuove preoccupazioni sulle prospettive del commercio globale.
Borse europee in recupero: petrolio più debole e trimestrali sotto i riflettori
Il rientro del petrolio sotto quota 100 dollari ha favorito il recupero dei listini europei: Milan ha terminato la seduta in progresso dello 0,94%, mentre Frankfurt gained 1,25%, Paris 0,69%, Madrid 1,51%, London 0,91% and Amsterdam 0,29%.
A Francoforte il mercato si è concentrato soprattutto sulle trimestrali. Temple Size sostiene il comparto tecnologico europeograzie a una crescita del cloud superiore alle attese, con il titolo in forte rialzo e acquisti anche sugli altri operatori software. Di segno opposto Volkswagen, che pesa sul settore automobilistico dopo un trimestre difficile: gli utili sono scesi di un terzo, penalizzati dalla debolezza del mercato cinese, dalla crescente concorrenza dei produttori locali e dall’aumento dei costi.
On the front macro arrivano segnali incoraggianti dall’Eurozona: l’indice Pmi manifatturiero preliminare di luglio sale a 52 punti dai 51,4 di giugno, mentre quello dei servizi raggiunge 51,9 punti, il livello più alto da cinque mesi secondo S&P Global.
Wall Street resta debole: Nasdaq sotto pressione per la nuova ondata di vendite sui chip
Overseas Wall Street proceeds mixed, tra il sollievo per il calo del petrolio e le nuove pressioni sul comparto tecnologico. Dopo il pesante calo della vigilia, il Dow Jones tenta il recupero, mentre l’S & P 500 resta poco sopra la parità e il Nasdaq arretra, penalizzato dai titoli dei semiconduttori.
A pesare è ancora la cautela sull’intelligenza artificiale. Ieri il rialzo del petrolio e le vendite su Tesla e A dopo le trimestrali hanno trascinato al ribasso i listini: il Dow Jones ha perso oltre 500 punti, circa l’1%, segnando la quinta seduta negativa nelle ultime sei, mentre S&P 500 e Nasdaq hanno registrato i peggiori cali giornalieri dal 23 giugno.
Il mercato sperava in un rimbalzo del comparto tech dopo i risultati migliori delle attese di Intel, ma il titolo resta debole. La società ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 16,1 miliardi di dollari e un utile per azione rettificato superiore alle previsioni. Nonostante i conti positivi, il settore dei semiconduttori rimane sotto pressione, con vendite su Micron, Nvidia e Marvell Technology, mentre aumentano i dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’AI.
Tra i big tech, Tesla prova a recuperare dopo il forte calo della vigilia causato dagli utili sotto le attese, mentre A rimbalza dopo la frenata legata all’aumento degli investimenti previsti. Bene anche Oracle infrastructures , sostenuta dall’accordo decennale da quasi 7 miliardi di dollari con il Pentagono, mentre American Express resta debole dopo ricavi inferiori alle previsioni nonostante utili migliori delle attese.
From the front macro arrivano invece indicazioni positive: il Pmi composito S&P Global Usa sale a luglio a 53,6 punti, il livello più alto da novembre, sostenuto soprattutto dai servizi. In crescita anche le vendite di nuove abitazioni unifamiliari, sopra le attese degli analisti.
Piazza Affari chiude positiva: brillano le banche, recupera Moncler
A Business Square il Ftse Mib chiude in rialzo a 51.800,57 punti, sostenuto soprattutto dal comparto bancario. In evidenza B for Bank (+ 2,75%), Understanding St. Paul (+ 2,50%), Mediobanca (+2,17%) e Mps (+2,14%). Bene anche Unicredit (+1,48%), sostenuta dall’apertura al dialogo da parte di Commerzbank sul possibile consolidamento tra i due istituti. Il titolo beneficia inoltre del giudizio positivo degli analisti, con Mediobanca che conferma la raccomandazione “outperform” e alza il prezzo obiettivo. Rimbalzo parziale per Moncler dopo il forte calo della vigilia seguito alla pubblicazione dei conti.
Dopo una mattinata volatile, resta invece sotto pressione Poste Italiane, tra i peggiori titoli del listino con un calo del 3,65%. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha comunque registrato nel primo semestre 2026 una crescita di utili e ricavi, confermando gli obiettivi per l’intero esercizio. Ancora vendite su stm (-2,64%), penalizzata dalla cautela sul comparto dei semiconduttori dopo la brusca correzione della seduta precedente. La società punta comunque a rafforzare la produzione italiana: secondo l’amministratore delegato Jean-Marc Chery, sono previsti circa 2,4 miliardi di euro di investimenti a Catania tra il 2026 e il 2028 per il carburo di silicio a 8 pollici e altri 1,4 miliardi ad Agrate Brianza. In calo anche Tim (-2,67%) And Buzzi (-1,5%); su quest’ultima Jefferies conferma il giudizio “hold”, ma riduce il target price da 49,5 a 46,5 euro.
Petrolio in calo, gas ai massimi da oltre due anni
Dopo la fiammata della vigilia, il Petroleum rallenta: i futures sul Brent di settembre scendono intorno ai 97 dollari al barile, mentre il Wti si mantiene vicino ai 90 dollari. Nonostante il calo del greggio, il traffico nello stretto di Hormuz resta fortemente ridotto, mantenendo elevato il premio per il rischio geopolitico.
Corre invece il gas naturale europeo: il Ttf di Amsterdam per agosto supera i 64 euro al megawattora, ai massimi dall’inizio del 2023.
On the currency front, theeuro scambia a 1,137 dollari, stabile rispetto alla chiusura precedente. In calo il bitcoin, che torna sotto quota 65mila euro. In arretramento anche il prezzo dell’ , tradizionale bene rifugio nei momenti di incertezza: il metallo prezioso perde lo 0,8% e si porta a 4.060 dollari l’oncia.
Sul mercato obbligazionario leggero miglioramento per lo spread Btp-Bund, che scende a 84 punti base dagli 85 della vigilia. Il rendimento del Btp decennale italiano si porta al 4,03%, rispetto al 4,06% precedente.
