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Di Maio vuole imitare Macron sul deficit, ma il debito è diverso

FIRSTonline

Tutto tace, almeno in apparenza, sul fronte della guerra dei dazi tra Usa e Cina. E l’incertezza frena le Borse dei due duellanti. Donald Trump si consola con l’accordo commerciale firmato ieri sera con la Corea del Sud, mentre da oggi entra nel vivo il negoziato con il Giappone: Shinzo Abe è pronto a fare concessioni agli Usa pur di tutelare i colossi dell’auto. In attesa delle decisioni della Fed di domani l’attenzione dei mercati è concentrata un po’ ovunque dalla politica. Negli Usa, dove oggi Trump si esibirà all’assemblea Onu, tiene banco il nuovo capitolo del Russiagate: il Presidente sembra intenzionato a liberarsi del vice ministro della Giustizia, Rod Rosenstein, che segue il caso. Nel Regno Unito infuria il dibattito sulla Brexit, mentre in Italia sale di tono il confronto sulla manovra. Ad agitare i mercati anche l’aumento dei prezzi petroliferi.

IN RIALZO TOKYO, HONG KONG IN VACANZA

la Borsa del Giappone è in lieve rialzo (+0,2%), mentre l’indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen perde l’1%. Entrambi i mercati ieri sono rimasti chiesi per le feste dell’Equinozio di Autunno. Gli scambi in Asia restano molto bassi, come ieri, perché oggi le contrattazioni sono ferme a Hong Kong. È chiusa anche la Borsa di Seoul, per cui bisognerà aspettare un giorno per sapere come gli investitori giudicano l’accordo commerciale con gli Usa.

BRENT OLTRE 81 DOLLARI. SAIPEM AL TOP

Il petrolio Brent si conferma sui massimi degli ultimi quattro anni a 81,32 dollari il barile, ieri il future di riferimento ha guadagnato il 3%.

Brillanti i petroliferi che ieri hanno limitato il ribasso di Piazza Affari. Saipem, il titolo migliore del listino, ha guadagnato il 3,6% a 5 euro, ai massimi dal febbraio 2017. Eni +1,67% dopo lo stacco dell’acconto cedola, Tenaris +1,01%.

TONFO DI MICHAEL KORS (-9%) DOPO L’ACQUISTO DI VERSACE

Chiusura debole per Wall Street. L’indice Dow Jones ha perduto lo 0,68%. S&P500 (-0,35%). Tiene il Nasdaq (+0,08%) grazie a Apple (+1,4%) e Facebook (+1,5%). Il New York Times ha scritto che il cofondatore di Instagram, Kevin Systrom, si è dimesso dagli incarichi e prepara l’uscita dalla social della condivisione delle immagini ora di proprietà di Facebook.

In forte ribasso Michael Kors (-8,21%) in attesa dell’annuncio dell’acquisto della Versace spa per una valutazione di due miliardi di dollari (debiti inclusi).

Vola a Londra Sky (+9%), passata per 30 miliardi di sterline a Comcast (-6,7%).

DRAGHI: SALE L’INFLAZIONE, I SALARI SEGUIRANNO

“L’inflazione dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi, dato che la sempre minore capacità inutilizzata nel mercato del lavoro spingerà la crescita dei salari”. Così Mario Draghi ha dato una scossa ai mercati in un lungo il presidente della Bce in un intervento alla commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Ma stavolta l’intervento del banchiere centrale non è stato sufficiente ad annullare l’effetto negativo del braccio di ferro tra Pechino e Washington.

Soffre più di tutti i mercati Milano, investita dall’aumento dello spread: -0,91%, a 21.339 punti.

In rosso anche gli altri listini. Francoforte ha chiuso in calo dello 0,62%, Parigi -0,33%, Madrid -0,84%, Londra -0,44%, Zurigo -0,58%.

DI MAIO: SUL DEFICIT IMITIAMO LA FRANCIA

“La Francia per finanziare la sua manovra economica farà un deficit del 2,8%. Siamo un Paese sovrano esattamente come la Francia. I soldi ci sono e si possono finalmente spendere a favore dei cittadini. In Italia come in Francia”. Così Luigi Di Maio sfruttando l’assist del progetto di bilancio che Parigi si accinge a presentare a Bruxelles.

MA LO SPREAD DI PARIGI È DI 32 PUNTI CONTRO 243

Le dichiarazioni del vicepremier hanno spinto lo spread a toccare quota 243, il rendimento del decennale è schizzato al 2,93%. Al contrario, la forbice tra i titoli francesi e quelli tedeschi è pasi a 32,4 punti.

Due considerazioni possono spiegare la diversità: 1) il diverso tasso di crescita dell’economia (+1,7% la Francia nel 2019, l’1,1% per l’Italia) e lo stock del debito (98,8% per Parigi, 132,5 Roma).

Draghi è tornato ieri sul tema dei danni che le parole dei politici italiani hanno provocato su famiglie e imprese. “Le famiglie e le imprese – ha detto – oggi pagano alle banche tassi più alti di prima: le banche hanno aumentato i tassi di un importo intorno ai 20 punti base soprattutto alle piccole e medie imprese”.

Pimco ed Aberdeen Standard, due grandi società del risparmio gestito, sono tornate a consigliare di vendere o sottopesare il debito italiano in portafoglio. Société Générale invita alla cautela, in quanto ritiene probabile un forte incremento della volatilità nelle prossime due settimane.

GIOVEDI BTP E CCTEU PER 5,25 MILIARDI

In questa cornice prendono oggi il via le aste di fine mese: si parte con l’ 1,75 miliardi di Ctz e Btpei. Domani toccherà ai Bot a sei mesi (6 miliardi a fronte di altrettanti in scadenza). Giovedì si chiude con l’offerta di due nuovi Btp: 2 miliardi per un nuovo cinque anni più altri 2 miliardi per il decennale più 1,25 miliardi di Ccteu.

Nel quarto trimestre il Tesoro ha annunciato che emetterà un nuovo Btp a tre anni e un nuovo Ctz novembre 2020 entrambi per un ammontare minimo di 9 miliardi di euro. Stesso ammontare minimo anche per il Ctz 27/11/2020.

BANCHE NEL MIRINO. INTESA -2,1%, PRECIPITA CARIGE

Le tensioni sullo spread hanno condizionato il comparto bancario. L’indice degli istituti italiani lascia sul terreno l’1,11%. Spicca in negativo il calo del 2,1% di Intesa, il titolo più rappresentativo del sistema. In controtendenza Bper guadagna l’1,15%.

Pesante Carige: -10,71%, con forti volumi. Conclusa la battaglia per il controllo della governance, è venuto meno l’appeal speculativo sulla Banca genovese, alimentando l’uscita degli investitori che avevano scommesso su un’operazione di M&A a breve, mentre incombe lo spettro di un nuovo aumento di capitale. Nel pomeriggio la banca ha comunicato che rispetterà i tempi richiesti dalla Bce per mettere a punto il piano “operativo e strategico”.

In evidenza Fineco Bank, che ha messo a segno un nuovo record storico a 11,865 euro. Il titolo si è ridimensionato nel finale sulla scia dell’andamento debole delle piazze europee e di Wall Street, chiudendo a 11,69 euro.

TELECOM -1,4%, SI TRATTA SU PERSIDERA E SPARKLE

Telecom Italia perde l’1,41% nel giorno di una seduta fiume del Cda (otto ore di confronto) sui vari dossier strategici che coinvolgono il gruppo. Si é parlato un po’ di tutto, a partire dalla possibile acquisizione della brasiliana Nextel, cara all’ad Amos Genish. Se ne potrà discutere, però, solo l’assegnazione delle frequenze 5G, più care del previsto. Ancora da definire, poi, la sorte di Persidera e la possibile cessione di Sparkle. A proposito della governance, uno dei temi di frizione tra i soci, è stato deciso un maggior controllo del comitato nomine e remunerazioni sui vertici.

FCA, MOODY’S ALZA L’OUTLOOK

Deboli gli industriali: Prysmian -2,37% e Brembo -1,43%.

Giù anche Fiat Chrysler (-0,90%). Ieri sera Moody’s ha confermato il rating Ba2 alzando l’outlook da stabile a positivo. “Il cambiamento dell’outlook a positivo riflette i continui miglioramenti dei parametri del credito del gruppo” ha dichiarato in una nota Falk Frey, capo analista per Fca di Moody’s. “Se tali parametri saranno mantenuti – ha concluso – si potrebbe assistere ad un aumento del rating nei prossimi 12-18 mesi”.

SOTTO TIRO ASTALDI E INWIT

Astaldi -5% dopo che il Sole 24 Ore ha anticipato l’intenzione di definire un nuovo piano di rafforzamento del capitale che dovrebbe prevedere anche una ristrutturazione del bond.

Inwit cede il 4,3% circa dopo che Morgan Stanley ha tagliato il giudizio a “underweight” da “equal-weight” con un target price ridotto a 5,70 euro.

Da segnalare anche il balzo di Bialetti: +21,39%, a 0,403 euro.

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