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Covid e alimentazione: le regole dello stile di vita che influiscono sulla salute

Pasta Orecchiette Dieta Mediterranea

Sedentarietà, ansia, stress dell’epoca COVID-19 a cui si aggiungono gli effetti degli abbondanti pasti delle festività pasquali ed ecco che il rischio di adagiarsi in uno stile di vita scorretto è alto. Anche se non dovrebbe essere più necessario, ricordare quanto uno stile di vita sano sia importante per la nostra salute è sempre importante. Lo stile di vita è infatti l’unico fattore capace di influire sul nostro stato di salute che sia governato dalla nostra volontà. In altri termini è l’unica arma che possediamo per mantenere un buono stato di salute e ridurre il rischio di malattie croniche. Quando si parla di stile di vita sono due i fattori che immediatamente vengono in mente: le abitudini alimentari e l’attività fisica, c’è in più un terzo fattore che è rappresentato dal benessere psicologico e dall’assenza di stress. Tutte e tre queste componenti dovrebbero essere ugualmente curate per poter dire di seguire uno stile di vita sano.

Uno studio pubblicato dal CREA relativo ad una indagine condotta tra aprile e maggio 2020 ha messo in luce come ci sia stata una risposta dicotomica nel modo in cui è cambiato lo stile di vita durante il primo lock-down. Da un lato sono migliorate alcune abitudini come l’attenzione all’ambiente, allo spreco di cibo e al consumo di vegetali e acqua, dall’altro sono aumentati anche il consumo di carni rosse e di comfort foods. L’aderenza alla dieta mediterranea si rivela comunque scarsa in almeno il 62% degli intervistati e il 36,5% degli intervistati ha dichiarato poi di essere aumentato di peso. La maggior parte dei dati pubblicati fino ad ora si riferisce a periodi di osservazione brevi e che coincidono con il primo lock down, solo nei prossimi mesi potremo farci un’idea più chiara di come gli italiani usciranno dall’era COVID-19, ma ci sono già dati poco ottimistici: il numero di casi di disturbi del comportamento alimentare appare in forte aumento, così come le richieste di accesso a strutture di sostegno psicologico.

L’avvicinarsi della stagione estiva, il desiderio di “rimettersi in forma” in vista della prova costume potrebbe diventare per una volta lo stimolo che aspettavamo per riprendere le redini del nostro stile di vita. Come tutti gli anni in questo periodo si affollano sui blog e sulla carta stampata articoli che suggeriscono di seguire un’alimentazione sana, che contrasti l’infiammazione e che consenta di depurare l’organismo in vista dell’estate. Un’alimentazione di questo tipo non dovrebbe essere solo vista in funzione della prova costume, ma dovrebbe rappresentare una costante valida tutto l’anno. Ecco, quindi, che gli alimenti da consigliare sono quelli che caratterizzano la Dieta Mediterranea ornai ampiamente riconosciuta per le sue proprietà salutiste.

Pochi semplici consigli per ricordare che per un’alimentazione sana non è necessario affidarsi ad intrugli e stregonerie, sarebbe invece sufficiente seguire le linee guida regolarmente aggiornate dal CREA con costanza, consapevolezza ed un po’ di volontà.

Scegliere alimenti ricchi di fibra: sarebbe opportuno preferire prodotti a base di cerali interali, pane pasta, prodotti da forno possono essere una fonte di fibra alimentare eccezionale, a condizione che si scelgano correttamente le materie prime come farine integrali di alta qualità che apportano anche un maggiore quantitativo di vitamine e minerali.

Vegetali freschi: il periodo primaverile ed estivo consente una varietà infinita di vegetali tra cui scegliere, anche questi ricchissimi di fibre alimentari che contribuiscono alla sazietà, alla regolarità intestinale e se assunte quotidianamente riducono il rischio di patologie tumorali a carico del colon.

Oltre alla fibra i vegetali freschi sono le principali fonti di nutraceutici, ovvero quelle sostanze in grado di stimolare le capacità del nostro organismo di difendersi dallo stress ossidativo e di detossificarsi. Sono almeno 400 i grammi di vegetali che dovremmo consumare quotidianamente per poter usufruire di questi effetti benefici, possibilmente scegliendo fra vegetali di diverso colore.

Contenere il consumo di carne rossa ed evitare quelle lavorate: senza demonizzare a priori questi alimenti come accadde nel 2015, va ricordato che il consumo di carne rossa dovrebbe essere contenuto a due porzioni a settimana, mentre quello delle carni lavorate dovrebbe essere il più ridotto possibile. Non dimentichiamo però che la carne è una preziosa fonte di ferro e di B12 che una vitamina assente negli alimenti vegetali.

Preferire fonti proteiche a basso impatto ambientale: storicamente combinazioni di legumi e cereali rappresentavano la fonte proteica scelta dalle fasce meno ricche della popolazione per il loro minor costo rispetto alla carne, tanto che ricette che combinino in uno stesso piatto cereali e legumi sono presenti nella cultura gastronomica di tutto il mondo.

Oggi la riscoperta di queste ricette è fortemente raccomandata non solo in ottica salutista, ma anche in ottica di sostenibilità. Dal punto di vista ambientale, infatti, i legumi sono estremamente meno impattanti delle carni.

Scegliere alimenti ricchi di Omega-3: è l’occasione per rispolverare le innumerevoli ricette a base di pesce azzurro tipiche delle nostre località costiere. I grassi Omega-3 di cui il pesce azzurro è ricco sono importantissimi per modulare correttamente le risposte agli stimoli infiammatori, oltre che consentire un corretto sviluppo del sistema nervoso centrale durante le prime fasi di vita a partire dal concepimento.

Olio extra vergine di oliva: condimento principe della dieta mediterranea è oggi considerato da alcuni un farma-alimento per il contenuto di molecole ad azione antinfiammatoria.

– Ricordare di bere acqua: la migliore delle bevande, l’unica veramente essenziale alla nostra sopravvivenza eppure troppi d noi non bevono acqua a sufficienza. Puntualmente con l’arrivo dell’estate i media ci ricordano di bere due litri di acqua ogni giorno, in realtà potrebbero esserne necessari anche di più se siamo fisicamente attivi. Gli italiani sono grandi consumatori di acque oligominerali o minimamente mineralizzate, quindi con un residuo fisso <500mg/L, il che è corretto se siamo alla ricerca di un effetto drenante, ma potrebbe non essere la scelta giusta per le persone attive che devono reintegrare i minerali persi con la sudorazione o per le persone che hanno necessità di garantirsi un buon apporto di calcio. Le acque con un maggior residuo fisso, fino a 1500 mg/L, sono spesso acque ricche di calcio che risulta anche altamente biodisponibile e quindi particolarmente indicate per la salute delle ossa.

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