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Brexit, accolto il ricorso pro-Ue: “Dovrà votare il Parlamento”

Per avviare l’iter della Brexit servirà il voto del Parlamento di Westminster. A dirlo è l’Alta corte di Londra, che ha accolto il ricorso di un gruppo di attivisti pro Ue, capeggiati dalla businesswoman Gina Miller, secondo i quali lasciare l’Unione senza prima aver consultato l’assemblea legislativa avrebbe rappresentato una violazione dell’accordo di adesione del Regno Unito alla Comunità europea, del 1972.

Il giudice, dunque, ha dato torto al Governo guidato da Theresa May, che, dal canto suo, continua a rivendicare il diritto ad invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, ovvero la clausola di recessione dall’Ue, senza passare attraverso il Parlamento. “La corte – si legge nella sentenza dei tre giudici dell’alta corte di Londra- non accoglie le argomentazioni avanzate dal governo, che ritiene questo voto inutile”. Si tratta di una decisione capitale, che potrebbe cambiare i contorni della Brexit, o addirittura cancellarla del tutto.

Il parlamento è sovrano“, dunque, almeno fino a nuovo ordine, perchè il Governo, che si è detto “contrariato” e “deciso a far rispettare il risultato del referendum” ha già dato il via libera per fare appello alla Corte Suprema contro il verdetto dell’alta corte, dando vita ad un braccio di ferro tra Downing Street e giustizia che avrà, come minimo, l’effetto di far slittare l’iter per l’articolo 50 che, nei piani di Theresa May, sarebbe dovuto essere invocato entro marzo del prossimo anno.

Dopo la notizia, il valore della sterlina ha iniziato a risalire, fino ad arrivare a quota 1,11 euro nei minuti immediatamente successivi all’annuncio della sentenza.

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