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Accordo Confindustria-Intesa Sanpaolo: fondo di 10 miliardi per la piccola e media impresa

Se è vero che in un sistema malato non possono esistere banche sane, è giusto che gli stessi istituti creditizi contribuiscano al rilancio dell’economia. Partendo dal basso, laddove la crisi ha fatto più male: dal settore manifatturiero, che nel periodo 2008-2012 ha perso il 19,5% del suo fatturato, contribuendo decisivamente al -5,4% del Pil e salvato solo dall’export: l’anno scorso infatti il giro d’affari interno segnava ancora un -7,6% (elaborazioni Intesa-Sanpaolo su dati Istat), mentre quello estero il +2,6%, trascinato soprattutto dalle esportazioni verso i Paesi extra-Ue (+12,4%).

Proprio per fare fronte alla crisi del settore manifatturiero, oggi è stato firmato il quarto accordo fra Confindustria e Banca Intesa Sanpaolo – alla presenza del presidente degli industriali Giorgio Squinzi e del consigliere delegato e Ceo della banca Enrico Cucchiani – che prevede un plafond di 10 miliardi di euro di cui 200 milioni di euro da destinare al finanziamento di progetti innovativi di nuove imprese.

Al centro dell’accordo ci sono tre direttrici ritenute strategiche per lo sviluppo in particolare della piccola e media impresa italiana: lo sviluppo business internazionale (dipendiamo sempre di più dal mercato estero: la propensione all’export era pari al 37% nel 2008, è giunta al 44% nel 2012, salirà al 45% nel 2013); la crescita dimensionale (per esportare di più occorre avere dimensioni d’impresa maggiori e più competitive); e la nuova imprenditoria (per lo sviluppo si deve puntare molto sulle startup).

Proprio a proposito di questo ultimo tema, oggi Piccola Industria Confindustria ha anche presentato il programma “Adotta una start-up”, che prevede un coinvolgimento attivo in termini di “tutorship” da parte di aziende associate e una serie di servizi e iniziative volti a facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Le migliori idee imprenditoriali, selezionate dal Comitato congiunto Intesa Sanpaolo-Confindustria, vengono infatti “adottate” da imprese, segnalate da Confindustria, già consolidate sul mercato affinché, in qualità di “incubatori”, le aiutino a svilupparsi in business sostenibili anche grazie alle iniziative di Intesa Sanpaolo Neoimpresa e Officine Formative.

“Il credito continua a essere una delle emergenze – ha detto Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria – delle imprese, soprattutto le Pmi, per le quali il problema liquidità resta prioritario e richiede un impegno straordinario da parte di tutti, le banche per prime, ma anche le stesse imprese. Confindustria non ha mai smesso di agire con determinazione su questo fronte con l’obiettivo di mettere a disposizione delle nostre aziende tutti gli strumenti e i contatti necessari”.

“Con questo accordo – ha invece dichiarato il ceo di Banca Intesa-Sanpaolo Enrico Cucchiani – il nostro Gruppo si conferma Banca di riferimento per sostenere la crescita delle imprese italiane. La domanda di credito negli ultimi tempi si è notevolmente ridotta a causa della recessione. L’andamento delle imprese italiane evidenzia una forte polarizzazione: da un lato, c’è un 20% di aziende il cui fatturato nel triennio è cresciuto del 40-50-60% o anche più, esportando in misura massiccia. Dall’altro, il 20% di aziende meno performanti, ha registrato nello stesso periodo una contrazione non sostenibile dei ricavi. Noi siamo determinati a fare la nostra parte mettendo in campo le iniziative per creare e rafforzare una partnership strategica tra imprese e banca per innescare una crescita profittevole: in questa difficile congiuntura, dobbiamo aiutare le imprese nel processo di internazionalizzazione, nella ricerca e nell’innovazione, nel rafforzamento della performance commerciale”.

“Intesa Sanpaolo – ha concluso Cucchiani – svolge il ruolo di “connector” tra le imprese italiane che vogliono crescere all’estero e le opportunità offerte dall’economia globale, grazie al nostro network internazionale presente in tutti gli hub della crescita. Infine, un obiettivo prioritario per noi, è quello di favorire la nascita di una nuova generazione di imprenditori: a tal fine, Intesa Sanpaolo è particolarmente impegnata a creare un “ecosistema” per lo sviluppo di start up basate sulle nuove tecnologie, in collaborazione con i maggiori centri di ricerca nazionali.”

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