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Ue, via libera a Feroci al posto di Tajani. Ma a ottobre Juncker nominerà nuovo commissario

Semaforo verde dell’Europarlamento per la nomina dell’ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci a commissario europeo pro tempore all’Industria e all’Imprenditoria. Incarico rimasto scoperto dopo le dimissioni di Antonio Tajani, che il 25 maggio era stato eletto al Parlamento europeo, l’istituzione della quale ora è primo vicepresidente. L’incarico a Nelli Feroci è a termine poiché alla fine di ottobre la Commissione ancora in carica concluderà il proprio mandato per far posto alla nuova formazione guidata da Jean-Claude Juncker. Sempre che a quel punto il governo italiano non decida di confermarlo per il quinquennio successivo, un’ipotesi che ad oggi non pare molto probabile.  

Il voto favorevole dell’Europarlamento ha riguardato anche i sostituti degli altri tre commissari che sono stati eletti all’Assemblea di Strasburgo “trasferiti” all’Europarlamento. I nuovi commissari sono il finlandese Jyrki Katainen, che si è dimesso da capo dello Stato per andare a rimpiazzare (verosimilmente con l’ambizione di essere confermato per i prossimi cinque anni) il connazionale Olli Rehn agli Affari economici e monetari; la lussemburghese Martine Reichert che prenderà il posto di Viviane Reding alla Giustizia, Diritti fondamentali e Cittadinanza, e il polacco Jacek Dominik, che rimpiazzerà Janusz Lewandowski alla Programmazione economica e al Bilancio. Per tutti e quattro l’ufficializzazione della nomina sarà completata il 23 luglio con la ratifica (solo formale) da parte del Consiglio Affari generali.

Quanto a Nelli Feroci, nel corso di un’audizione preventiva alla commissione parlamentare Industria ha illustrato le linee fondamentali alle quali si ispirerà nel corso della sua presumibilmente breve permanenza alla Commissione europea.  L’Europa, che per causa della crisi ha perso in cinque-sei anni quasi quattro milioni di posti di lavoro e 150 miliardi di investimenti, deve modificare l’ordine delle priorità della propria agenda e incamminarsi al più presto lungo la linea tracciata dal Consiglio europeo di marzo. Una linea sempre più condivisa ormai da quote  crescenti di cittadini che chiedono alle istituzioni europee, oltre che a quelle nazionali, di sposare l’obiettivo della crescita economica e del recupero dei livelli di occupazione ante-crisi. Questo, in sintesi, ha detto l’ambasciatore che fino a un anno fa reggeva la rappresentanza italiana presso l’Unione europea.

Nelli Feroci ha affermato di condividere questa linea del Consiglio, linea lungo la quale intende incamminarsi nello svolgimento del suo incarico. Che, ha chiarito, sarà fondata su alcuni assi principali. Il primo riguarda l’accesso ai mercati, sia quello interno sia quello internazionale (a quest’ultimo proposito il neo-commissario ha definito “molto importante” la conclusione degli accordi di libero scambio in corso di discussione, e più in particolare quello fra l’Ue e gli Stati Uniti).

C’è poi la questione, cruciale per le imprese, dell’accesso al credito e dell’accesso alle fonti di energia e dei relativi costi. Almeno altrettanto importante è, a giudizio di Nelli Feroci, il sostegno all’innovazione, essenziale per raggiungere un più elevato livello di competitività, che in questo momento conta su finanziamenti per circa 100 miliardi. 

L’attenzione del nuovo commissario si rivolgerà anche alla qualità della regolamentazione (“il cui snellimento è improcrastinabile”), oltre che alle piccole e medie imprese (“che contano in Europa 89 milioni di occupati”. E infine, “in linea con il più recente impegno di Tajani”, sotto l’occhio attento di Ferdinando Nelli Feroci ci saranno lo small job act, l’acciaio, l’ auto e la cantieristica.

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