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Startupbootcamp, a Roma il primo acceleratore del food

Si prospettano nuovi scenari operativi per il settore del food, che rappresenta il più grande mercato di consumo del mondo. E l’Italia in questo campo ha una posizione leader. Non meraviglia pertanto che Startupbootcamp, la rete globale di acceleratori che dal 2010 opera in tutto il mondo per mettere in contatto le startup con i leader più rilevanti e di forte impatto del proprio settore, con programmi verticali operativi ad Amsterdam, Berlino, Barcellona, Istanbul , Londra, Eindhoven, Miami, New York e Singapore, abbia scelto Roma per lanciare il primo acceleratore globale indipendente dedicato al food.

Il programma Startupbootcamp FoodTech è supportato da importanti partners come Gambero Rosso, Monini, LVenture group, Cisco, M3 Investimenti a e altri ancora. L’obiettivo dichiarato è di diventare la principale destinazione nel mondo per imprenditori e investitori operanti nel foodtech, fornendo alle startup accesso diretto ai contatti chiave del settore perché le startup possano realizzare in soli 3 mesi ciò che normalmente avverrebbe in 18.

Il che si concretizzerà nel creare occasioni di contatto operativo fra oltre 100 mentor qualificati, 1000 business angel e VC, oltre 200 attori influenti nelle industrie alimentari e del settore foodtech.

Nel comunicato di annuncio della nuova base operativa dedicata al food, la casa madre riconosce che L’Italia è il leader globale nel top dell’esperienza culinaria e dell’eccellenza alimentare. Ed è anche uno dei leader nella produzione di consumo nella produzione alimentare industriale e nelle apparecchiature per il trattamento.

I riconoscimenti di Startupbootcamp vanno anche all’agricoltura italiana che ha uno degli indici di produttività per ettaro più elevato al mondo, e alle nostre aziende agroalimentari che hanno raggiunto livelli tecnologici elevati . “Con la sua grande cultura culinaria ed i suoi ottimi prodotti, l’Italia – affermano i responsabili della rete di acceleratori – è il luogo perfetto per convalidare e accelerare tutte le società Foodtech”.

“Grazie a costi sempre più ridotti, le nuove tecnologie – dice Paolo Cuccia presidente di Gambero Rosso – stanno imprimendo una trasformazione radicale nei modelli tradizionali di produzione, processo, tracciamento, sicurezza, marketing, commercializzazione, trasporto, consegna, certificazione, monitoraggio e riciclo. Le innovazioni emergenti nei settori del software, intelligenza artificiale (AI), ecommerce, Big Data, Internet of Things (IoT), blockchain, Virtual Reality /Augmented Reality (VR/AR), wearable, droni, stampanti 3D e robotica stanno entrando nel mercato trasformando radicalmente il modo in cui le aziende operano”.

E le prospettive di investimento in questo settore, specialmente in Italia, appaiono oltremodo interessanti. Lo conferma Luigi Capello, amministratore delegato di LVenture Group: “Il settore del Food offre ottime opportunità ad investitori e imprenditori in quanto ancora molto aperto all’innovazione ‘disruptive’ . Il foodtech è destinato a diventare rapidamente uno dei mercati più caldi per gli investitori e, vista l’eccellenza della produzione italiana in ambito agroalimentare, ci si aspetta un trend molto positivo nel nostro paese”.

Va ricordato che l’agroalimentare rappresenta il 13% del Pil con un valore di 208 miliardi di euro, dà lavoro a 3,3 milioni di persone e che con 269 prodotti Dop, Igp e Stg, l’Italia è al primo posto nella Ue per numero di certificazioni di origine ricevute e secondo per terre dedicate alle colture biologiche.

Il programma Startupbootcamp Foodtech sarà diretto da manager e imprenditori seriali come Peter Kruger (CEO&Founder) e Paolo Cuccia (Chairman&Co-founder), con il supporto di leader globali del settore. Ogni anno si investirà in 10 startup foodtech, fornendo 15mila euro di capitale, servizi di tutoraggio e mentoring, oltre a sei mesi di ospitalità.

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