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Salone di Ginevra al via: l’auto accelera verso il futuro

È da sempre uno dei saloni più importanti del mondo dell’auto ma quello che si apre oggi 9 marzo a Ginevra, alla sua 87esima edizione, oltre al richiamo e al fascino di quasi 100 anteprime, a partire dalla favolosa Ferrari Superfast 812 – l’auto su strada più potente con i suoi 12 cilindri da 800 cavalli e 340 km di velocità – ha la fortuna di cadere in un momento particolarmente caldo ed elettrizzante dell’industria delle quattro ruote con la francese Peugeot che annuncia proprio alla vigilia del salone ginevrino l’acquisizione della Opel tedesca e dell’inglese Vauxall da General Motors.

Ad aggiungere benzina al fuoco delle news che scuotono l’ambiente ecco Sergio Marchionne ad annunciare la sua uscita da Fca nel 2018, due anni ancora intensi alla testa del gruppo italoamericano durante i quali il top manager di casa Agnelli – che inseguì nel settembre del 2010 il sogno di metter mano a Opel dopo il blitz su Chrysler – si aspetta altre grandi intese, prevedendo che “Volkswagen si presenti da noi per parlare”. Ipotesi oggi scartata e smentita dalla casa tedesca ma è innegabile che l’integrazione tra Psa e Opel metterà pressione sul gruppo di Wollsburg per quanto riguarda la leadership europea. Psa riceve in dote 6 fabbriche, cinque impianti per produrre i pezzi, il centro di ingegneria di Russelsheim, in Germania e 40mila dipendenti. Solo il laboratorio ingegneristico di Torino, fiore all’occhiello di General Motors, resterà invece nelle mani degli americani. Un’operazione complessiva da oltre 2 miliardi di euro che non potrà non incidere sui rapporti di forza in Europa ma anche nel mondo.

Disastrata (oltre 15 miliardi di dollari di perdite dal 2000 a oggi) ma corteggiata, l’Opel esce dal perimetro di General Motors ed entra in quello francese di Psa Peugeot-Citroen , un acquisizione che fa di Carlos Tavares, il presidente esecutivo di Peugeot, la star più attesa del salone. A lungo braccio destro di Carlos Ghosn in Renault, padre del progetto Megane, era inevitabile che prima o poi i due Carlos diventassero l’uno troppo ingombrante per l’altro: come succede con due galli nello stesso pollaio, anche a Boulogne-Billancourt, quartier generale di Renault, finì che c’era un Carlos di troppo. E quello portoghese, appunto Tavares, “esiliato” da Ghosn in Giappone a curare la Nissan, ha preso al volo nel 2014 l’offerta di Peugeot che non ne poteva più dei bilanci in deficit di Philippe Varin. L’Instinct Concept che Peugeot presenta a Ginevra è una vetrina sul futuro del gruppo sotto la spinta di Tavares, un gruppo che annettendo Opel e Vauxall è diventato con 4,5 milioni di vetture la seconda forza europea dell’auto.

Un futuro che non solo per Psa punta deciso sulla guida autonoma, sull’ibrido, sull’elettrico, in una vettura sempre più connessa dove saranno essenziali le alleanze che i produttori di auto stringeranno con i dominatori del digitale, come Apple, Google, Microsoft. Nell’attesa che la rivoluzione in atto ci porti sulla vettura del domani, tra i playmakers dell’auto è lotta aperta in ogni segmento, dalle citycar alle grandi auto sportive. Sempre più decisivo per bilanci e leadership è l’area dei Suv dove le novità si moltiplicano ogni anno con giocattoloni particolarmente attraenti, sofisticati e compatti: dalla Stelvio dell’Alfa Romeo alla Range Rover Velar, dalla Renault Captur alla Tiguan Allspace di Vw. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Di fatto il Suv ha ormai mandato in pensione il monovolume, nato e affermatosi in Usa sul finire degli anni 80 con il leggendario Voyager della Chrysler ai tempi di Lee Iacocca – che tanto piaceva anche all’Avvocato Agnelli. Indimenticabile anche la prima Scenic di Renault apparsa a cavallo del cambio di millennio. Anche per questo in casa Psa Tavares vuole accelerare il lancio dell’erede della gloriosa Picasso della Citroen, ormai un po’ troppo segnata dal tempo malgrado i vari restyling. A Ginevra per il momento il gruppo francese presenterà il prototipo C-Aircross Concept che ispirerà il nuovo B-Suv dall’estetica che si allontana dalla C3 Picasso avvicinandosi a quella della C4 Cactus.

In questo fermento di alleanze tra produttori di auto e leader della rete e della Silicon Valley, il Salone di Ginevra presenterà anche la novità del primo digital tyre. A lanciarlo è la Pirelli con il “Pirelli Connesso”, una piattaforma integrata al pneumatico P Zero o Winter Sottozero disponibile al ricambio in versione nera o colorata che, grazie a un sensore fissato nell’incavo (ovvero sulla parete interna del pneumatico stesso) e collegato a un’app, dialoga con l’automobilista, fornendo informazioni su alcuni parametri fondamentali relativi al funzionamento della gomma oltre che una serie di servizi personalizzati.

Pirelli Connesso sarà disponibile in una prima fase per le auto Prestige nelle misure dai 19 pollici in su per le gamme P Zero e Winter Sottozero. Nella sua prima release riconoscerà il codice identificativo del pneumatico misurandone pressione, temperatura, carico verticale statico, usura e numero di chilometri percorsi. Successivamente, Pirelli Connesso sarà in grado anche di dare una stima dei chilometri ancora percorribili e di segnalare perdite di pressione. Primo Paese di distribuzione, a partire dall’estate del 2017, saranno gli Stati Uniti, dove è stata sviluppata la piattaforma in partnership con aziende leader del settore digital. Agli Usa seguiranno i principali mercati europei e del Far East.

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