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Riscatto italiano fra biscotti e fate: i casi Winx e Plasmon

I biscotti Plasmon diventano italiani, mentre le fatine Winx, che sono marchigiane, si comprano le canadesi Tartarughe Ninja. E’ l’altra faccia del Made in Italy: accanto alle aziende nostrane che si gettano fra braccia straniere (l’ultimo caso a destare scalpore è stato quello dei gelati Grom, passati nelle mani anglo-olandesi di Unilever) esiste anche una rete di aziende italiane che si danno allo shopping oltreconfine. 

E’ il caso Newlat e Rainbow, due marchi poco noti al grande pubblico, ma protagonisti dei rispettivi settori. Il primo è un gruppo alimentare emiliano che vanta un fatturato da quasi mezzo miliardo di euro, tanto che può permettersi di acquistare lo stabilimento che produce i biscotti Plasmon dalla multinazionale Kraft Heinz

Il secondo, invece, è il nome dell’azienda di animazione che ha creato le Winx: personaggi dei cartoni (e non solo) dal successo planetario. Una fortuna che ha consentito alla Rainbow di potersi permettere l’acquisto della canadese Bardel Entertainment, appunto la casa madre delle Tartarughe Ninja

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