X

Rehn: l’Italia continui con il rigore, aspettiamo le riforme

L’Italia “uscirà probabilmente dalla procedura per deficit eccessivo”, ma anche allora sarà necessario “proseguire lungo la strada del risanamento dei conti”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Olli Rehn, dopo la diffusione questa mattina delle nuove stime comunitarie sui conti pubblici del nostro Paese

“Abbiamo ricevuto conferma dal nuovo Governo della volontà di centrare gli obiettivi di bilancio – ha proseguito Rehn –. Sono in contatto con il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Abbiamo discusso delle misure concrete”, ma la Commissione si attende maggiori dettagli “nell’aggiornamento del programma di stabilità”, che verrà presentato prima di fine mese.

“Sappiamo tutti che il livello del debito pubblico dell’Italia è molto alto – ha detto ancora Rehn – e per questo è importante che mantenga finanze solide “. Secondo il vicepresidente della Commissione, “l’Italia ha ridotto il suo deficit e per quest’anno è previsto sotto il 3 per cento del Pil, posto che prosegua l’impegno a perseguire finanze solide. Il consolidamento strutturale dei conti effettuato tra 2011 e 2013 ha portato l’Italia vicina all’obiettivo di bilancio in equilibrio, un risultato importante visto l’elevato debito. Prenderemo in considerazione le misure che il Governo intende adottare”, ma “è essenziale” per l’Italia “invertire la perdita di competitività” subita negli ultimi anni.

Intanto, la Commissione europea ha concesso due anni in più alla Francia per riportare il suo deficit al di sotto del 3% del Pil, operazione che avrebbe dovuto essere conclusa quest’anno. “Considerando la situazione economica è forse ragionevole estendere di due anni la scadenza per la Francia e quindi correggere il deficit eccessivo entro il 2015,” ha detto Rehn durante la conferenza stampa di presentazione delle previsioni economiche Ue di primavera.

Quanto alla Spagna, Bruxelles ha tenuto conto dei “postumi della crisi che continuano a pesare duramente” sull’economia del Paese e ritiene che “l’estensione della scadenza di due anni” per la riduzione del deficit sotto il 3% “continua a implicare sforzi di consolidamento realistici”. La Commissione prevede per la Spagna un deficit al 6,5% per il 2013 e al 7% per il 2014, con un Pil rispettivamente al -1,5% e allo 0,9%.

Related Post
Categories: News