O eclissi solare del 12 agosto 2026 non sarà soltanto uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno. Mentre milioni di europei guarderanno verso il cielo, nelle sale di controllo dei gestori delle reti elettriche l’attenzione sarà rivolta ai fluxos de energia. Il passaggio della Luna davanti al Sole provocherà infatti una rapida diminuzione della produzione fotovoltaica, seguita poco dopo da una ripresa altrettanto veloce. Secondo le stime di Entso-E, l’associazione che riunisce i gestori delle reti di trasmissione europee, in condizioni di cielo sereno il calo della produzione solare potrebbe raggiungere 9,7 gigawatt in Europa tra le 19:15 e le 21:30. Una variazione significativa, ma prevista con largo anticipo e per la quale gli operatori hanno già predisposto misure specifiche.
Il fenomeno arriva in un sistema energetico profondamente diverso rispetto a pochi anni fa. Nel 2025 il solare ha rappresentato circa il 13% della produzione elettrica dell’Unione europea e l’aumento della capacità fotovoltaica rende eventi naturali come un’eclissi sempre più rilevanti per chi deve mantenere in ogni momento l’equilibrio tra energia prodotta e consumata.
Perché l’eclissi è uno stress test per la rete europea
Il problema non è tanto la quantità complessiva di energia che verrà meno, quanto la velocità con cui la produzione solare scenderà e successivamente tornerà a crescere. A differenza delle nuvole, difficili da prevedere con assoluta precisione e spesso limitate geograficamente, l’ombra prodotta dalla Luna attraversa vaste aree del continente secondo una traiettoria conosciuta in anticipo. I gestori possono quindi prepararsi, ma devono comunque compensare in tempo reale la perdita temporanea di produzione attraverso altre fonti, riserve, sistemi di accumulo e scambi di elettricità tra Paesi.
Per questo Entso-E ha attivato una força-tarefa dedicada e coordinato una serie di misure tra i Transmission System Operators europei. Gli operatori delle sale di controllo sono stati informati in anticipo, i partecipanti al mercato hanno ricevuto indicazioni sulla riduzione attesa della produzione fotovoltaica e i gestori locali potranno contare su previsioni aggiornate fornite dai servizi meteorologici.
Durante le ore interessate dall’eclissi verranno inoltre evitati, dove possibile, interventi programmati sulla rete in modo da mantenere il massimo margine operativo. Entso-E assicura che, grazie ai meccanismi di coordinamento già esistenti e ai preparativi effettuati, i gestori europei sono pronti a garantire il funzionamento sicuro e stabile del sistema elettrico.
Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha definito l’eclissi un vero e proprio “stress test” per il sistema elettrico europeo, oggi molto più esposto alle variazioni della produzione solare per la forte crescita del fotovoltaico. “Il calo ci sarà, perché ci sarà un oscuramento”, ha spiegato, sottolineando però che in Italia una domanda elettrica sostanzialmente stabile aiuta a gestire meglio il fenomeno. Tabarelli si è detto comunque fiducioso sulla tenuta della rete e non prevede una crisi.
Spagna e Germania le più esposte, in Italia atteso un calo di circa 70 MW
L’impatto non sarà uguale in tutta Europa. Espanha e Germania sono indicate da Entso-E come i Paesi nei quali è prevista la maggiore riduzione della produzione fotovoltaica. In Spagna, dove l’eclissi sarà totale in una parte del territorio, Red Eléctrica stima un calo massimo vicino ai 5 GW. Si tratta di poco più della metà dell’intera diminuzione prevista a livello europeo e di una potenza equivalente a circa il 13% del massimo fabbisogno normalmente registrato nel Paese in un mercoledì di agosto. Per la Germania la riduzione stimata è di circa 2,5 GW. Anche la Gran Bretagna potrebbe registrare una flessione significativa. Le valutazioni del gestore della rete indicano un calo nell’ordine dei 700 MW, che sulla base di alcuni modelli potrebbe arrivare fino a 1,3 GW. In Francia la produzione fotovoltaica potrebbe invece ridursi di circa 1,8 GW.
Molto più limitato appare l’effetto previsto in Italia. Le analisi condotte da Terna indicano una diminuzione massima dell’immissione fotovoltaica sulla rete di circa 70 MW, attesa intorno alle 19:45. Non sono quindi previste ripercussioni significative sul sistema elettrico nazionale. A ridurre l’impatto contribuirà soprattutto l’orario. L’eclissi attraverserà infatti l’Europa occidentale quando il Sole sarà già basso sull’orizzonte e la produzione fotovoltaica avrà iniziato la sua naturale discesa verso il tramonto. E poi con il Ferragosto alle porte la domanda elettrica tende a diminuire per la chiusura di numerose attività produttive.
Le stime restano comunque legate alle condizioni meteorologiche. I 9,7 GW rappresentano lo scenario con cielo sereno: in presenza di nuvole la produzione fotovoltaica sarebbe già inferiore e, di conseguenza, anche la perdita attribuibile direttamente all’eclissi sarebbe più bassa.
Il precedente del 2022 e una rete europea già sotto pressione per il caldo
Le eclissi non sono una novità per i gestori elettrici. Il 25 ottobre 2022 un altro oscuramento solare interessò buona parte dell’Europa continentale, compresa l’Italia. In quell’occasione furono coinvolti complessivamente circa 13 GW di produzione fotovoltaica europea, ma il sistema italiano attraversò l’evento senza conseguenze per imprese e cittadini. Terna mise allora in campo specifiche misure di dispacciamento e un monitoraggio continuo dalle proprie sale operative, in coordinamento con gli altri gestori europei. La società sottolineò come proprio la rapidità con cui la produzione solare diminuisce durante un’eclissi richieda una preparazione diversa rispetto alla normale variazione tra alba e tramonto.
Ancora più rilevante fu l’eclissi del marzo 2015, quando la riduzione della produzione solare europea arrivò a circa 35 GW. Anche in quel caso il sistema superò la prova senza interruzioni, nonostante il fenomeno si fosse verificato in una fascia della giornata molto più favorevole alla produzione fotovoltaica rispetto a quella di quest’anno.
Desta vez, porém, alla prova dell’eclissi si aggiunge quella del caldo che sta interessando diverse aree d’Europa. Secondo la Commissione europea alcune centrali in Ungheria, Romania, Slovenia, Francia, Italia e Polonia sono state fermate o hanno dovuto ridurre la produzione a causa dei bassi livelli dei corsi d’acqua o delle elevate temperature dell’acqua utilizzata per il raffreddamento. In Francia tre reattori nucleari sono stati messi fuori servizio per problemi legati alla disponibilità di acqua, mentre in Polonia due grandi centrali a carbone hanno temporaneamente ridotto la produzione, con una perdita di circa 1,3 GW. Anche i bacini idrici della Norvegia, importante esportatore di energia verso il resto del continente, sono scesi su livelli particolarmente bassi.
Da Bruxelles, tuttavia, non vengono segnalati al momento problemi immediati per la sicurezza degli approvvigionamenti. Gli scambi tra Paesi possono contribuire a compensare eventuali deficit e la rete europea continuerà a essere monitorata durante tutte le fasi dell’eclissi.
Per il sistema elettrico del Vecchio Continente, dunque, il passaggio della Luna davanti al Sole rappresenterà soprattutto una prova della capacità di gestire una produzione energetica sempre più dipendente dalle fonti rinnovabili. Una variazione forte ma perfettamente prevedibile, che per qualche ora metterà alla prova il coordinamento costruito negli anni tra le reti europee.
