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Lo smog a Roma e Milano aumenta il rischio di mortalità. L’Enea lancia l’allarme

Wikimedia Commons

Non bastavano le polemiche sul termovalorizzatore. Adesso l’Enea punta l’indice contro Roma per tasso di mortalità elevato a causa di una combinazione di temperature crescenti, dovute al cambiamento climatico, e alla concentrazione di inquinanti nell’aria. Più di tutto si respirano ozono e PM10.

Smog a Roma e Milano: il rischio mortalità aumenta dell’8% e del 6%

Il rischio che corrono i romani è molto simile a quello dei cittadini milanesi. I numeri fino al 2050 mettono paura: 8% in più di morti a Roma e 6% in più a Milano. Lo studio dei ricercatori di Enea è stato pubblicato su Science Direct. In particolare, nella Capitale nei prossimi anni si potrebbero contare 91 decessi l’anno durante i mesi estivi con una concentrazione di ozono sopra il valore limite per il danno alla salute umana che è di 70 microgrammi/m3. “Roma ha temperature più miti, un basso livello di umidità e alti livelli di ozono, mentre Milano, che si trova in una delle aree più inquinate d’Europa come la Pianura Padana, è esposta a temperature più fredde, ha un tasso di umidità più alto e venti più moderati, insieme ad alti livelli di PM10”, dice Maurizio Gualtieri, ricercatore Enea. Il dettaglio delle cause porta a dire che a Roma il numero di decessi in estate colpirà gli over 85 in numero di 312 casi su 1.398 annuali. Milano ne conterà 971 imputabili alle temperature più basse invernali.

Che fine fanno le direttive UE?

Siamo alla negazione della Direttiva Ue sulla qualità dell’aria. Nel capoluogo lombardo – si stima che la mortalità sarà più alta a causa del clima più rigido e delle maggiori concentrazioni di PM10. I Milanesi già oggi pagano un prezzo alto con lo sforamento della soglia giornaliera di 50 microgrammi/m3. In realtà le due più grandi amministrazioni comunali combattono contro dati inquinanti convergenti che in diverse circostanze hanno messo a nudo i difetti delle politiche ambientali urbane. Al fatidico “che fare”, l’Enea risponde così: “politiche più rigorose in materia di qualità dell’aria e contrasto al cambiamento climatico permetterebbero di ridurre il numero di decessi di 8 volte a Roma e di 1,4 volte a Milano rispetto al periodo 2004-2015.” I numeri sono impietosi ma sono anni che l’Italia in Europa presenta dati contrari alle buone pianificazioni declamate in convegni e seminari di studio. Su Roma, che da pochi mesi ha Roberto Gualtieri come nuovo Sindaco, le critiche al suo piano per la città fanno ancora più notizia. In città il numero di vetture private in circolazione ha raggiunto il record di 629 auto ogni mille abitanti ma non si vedono segnali di inversione. E nemmeno movimenti come quello a favore del termovalorizzatore.

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