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Moda italiana per il Brasile

L’industria italiana nell’ambito del tessile e moda è conosciuta a livello internazionale per lo stile e la qualità, frutto di know how e competenze sviluppate nel tempo che distinguono quest’ambito come uno dei settori di eccellenza del Made in Italy. Al fine di sostenere questa industria e assicurarne una crescita stabile anche in futuro, è di vitale importanza identificare nuovi mercati in espansione che siano in grado di dare impulso a questo settore, e sfruttare adeguatamente le opportunità che questi offrono.

In questo senso, il Brasile rappresenta un mercato ideale. A conferma di ciò, il Sistema Moda Italia (SMI), sin dal 2007, ha presidiato il grande mercato sudamericano promuovendo una serie di missioni atte a sviluppare e consolidare un network professionale, nonché ad approfondire la conoscenza del mercato in rapporto al settore del tessile e moda.
La Federazione Sistema Moda Italia, con oltre 2.300 imprese associate, rappresenta il settore del tessile, moda e abbigliamento che in Italia conta quasi 60.000 aziende attive sul territorio e da impiego ad oltre 510.000 addetti. Di recente, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico e con l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ex ICE), il SMI ha commissionato a Future Concept Lab e Coletivo Frescobol un indagine sul mercato brasiliano.

L’indagine, presentata a Milano a fine settembre in occasione di un convegno organizzato da SMI e Intesa San Paolo dai rappresentati di Sistema Moda Italia, Future Concept Lab e Coletivo Frescobol, con l’intervento dell’ambasciatore Renan Leite Paes Barreto, Console generale del Brasile a Milano, ha evidenziato i risultati finora ottenuti dalle nostre aziende nazionali attive nel settore del tessile e moda in Brasile e le dinamiche attuali che contraddistinguono il mercato di questo paese.

Come ha affermato Paolo Bastianello, Vice Presidente Vicario di Sistema Moda Italia, «Il Brasile è senz’altro uno tra i mercati più interessanti e potenzialmente più promettenti per il sistema Tessile-Abbigliamento-Moda italiano. Il Paese sudamericano ha una delle economie che cresce maggiormente a livello mondiale e, sia per cultura sia per la consolidata presenza italiana (circa 30 milioni di persone), dimostra grande interesse verso le nostre produzioni che si distinguono per eccellenza qualitativa e innovazione tecnologica».
Il Brasile, con un tasso stimato di crescita del Pil per il 2012 pari a 2,5%, si è affermato nello scenario economico globale come uno dei mercati emergenti di maggior rilievo negli ultimi anni. Il paese è il quinto paese al mondo per numero di abitanti (190 milioni di abitanti in totale) e comprende circa la metà della popolazione totale dell’America Latina. Dall’analisi demografica del Brasile si evidenziano alcune importanti realtà: il paese vanta un’ampia fascia di popolazione di giovane età, considerato che il 50% dei suoi abitanti è, infatti, di età compresa tra i 15 e i 44 anni; rilevante è inoltre la forte concentrazione della popolazione nelle grandi città lungo la costa del Brasile, come São Paolo e Rio de Janeiro. Il forte sviluppo economico di cui il Brasile ha goduto nel corso degli ultimi dieci anni ha permesso a circa 40 milioni di brasiliani di uscire dalla povertà, ampliando la classe media del paese e aumentando così la domanda di consumo del mercato domestico.

I consumi di abbigliamento in Brasile sono aumentati consistentemente e si stima che entro la fine dell’anno possano raggiungere una spesa totale pari a 32 miliardi di euro. L’indagine, tracciando un’analisi dei prodotti importati, rileva specialmente un incremento della domanda di abbigliamento ad uso formale/professionale. Per quanto concerne la composizione della spesa totale, la quota maggiore di fatturato è rappresentata dal segmento di abbigliamento femminile, tuttavia i consumi di moda infantile registrano tassi di crescita superiori.
La ricerca analizza inoltre i canali attraverso i quali gli acquisti hanno luogo, evidenziando che i prodotti di moda e abbigliamento vengono acquistati soprattutto nei grandi magazzini, ma anche in concept multimarca, forniti di brand di alta moda. Un altro canale distributivo molto importante è rappresentato dal web: considerata l’età media della popolazione brasiliana, 28 anni, lo shopping online in Brasile è molto diffuso e si appoggia attualmente a oltre 30 portali che accordano a imprese nazionali e internazionali un rapporto diretto con i consumatori finali.

Affianco alle peculiarità positive che caratterizzano il mercato brasiliano, non mancano tuttavia gli ostacoli per le aziende che decidono di operare in tale mercato: i dazi sulle importazioni, come pure gli indici di pressione fiscale, sono molto elevati; la gestione di attività nel mercato brasiliano è inoltre appesantita da lacune nel sistema amministrativo, nonché dal notevole costo del credito e dalla carenza di forza lavoro qualificata.

I rappresentanti di Coletivo Frescobol, Mauro Ponzé, e di Future Concept Lab, Francesco Morace, hanno sottolineato l’importanza, per le imprese italiane attive in Brasile, di “fare sistema” e di favorire lo sviluppo di strutture di produzione integrate con la distribuzione domestica.
«Il futuro – come ha affermato Francesco Morace – sarà caratterizzato da una relazione assai più stretta e fiduciaria non solo con il brand ma anche con l’impresa intesa nel suo complesso organico. Le grandi aziende avranno un nuovo ruolo di guida e di responsabilità sociale e culturale, molto al di là del loro prodotto. In questa direzione l’esperienza pilota ormai da decenni in Brasile è quella di Petrobras, che fin dalla sua nascita nelle strade del Paese negli anni dello slogan “Il petrolio è nostro”, ha sempre seguito la direzione del coinvolgimento cooperativo, della responsabilità sociale, della relazione stretta con il territorio e con le comunità locali, della trasparenza gestionale e amministrativa, dell’investimento culturale».
«Il Brasile e le imprese che vorranno lavorare in questo mercato – ha aggiunto – possono seguire questa strada affinando le proprie capacità produttive e progettuali, incontrando la creatività spontanea di Rio de Janeiro e contemporaneamente la visione sistematica e rigorosa tipica della città di San Paolo. Il paradigma Quick & Deep trova nutrimento in particolare nel settore della moda, della cura del sé, allontanandosi tuttavia dalla mitologia del fashion system e dalla logica puramente imitativa e aspirazionale che ha caratterizzato gli ultimi 10 anni della crescita economica e di consumo nel nuovo Brasile».

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