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Migranti: l’Ue gela l’Italia, Trump cede sui bambini

Imagoeconomica

La crisi dell’Unione europea sulla questione migranti è ormai a un passo. In preparazione del Consiglio Ue di fine mese, domenica si terrà in Belgio un mini vertice a 10 – Italia inclusa – e sul tavolo ci sarà una proposta d’accordo messa a punto dal presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, sotto la supervisione di Berlino e Parigi.

La bozza di compromesso, su cui gli sherpa inizieranno a trattare già oggi, si apre così: “Soluzioni unilaterali e non coordinate metterebbero a rischio Schengen”. Poi, il testo tocca i seguenti punti:

  • Chiusura dei confini esterni dell’Ue grazie a una Guardia Costiera europea da 10mila uomini e a una Polizia di frontiera europea, come chiesto da Visegrad e dal ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini.
  • Apertura di campi in Africa gestiti da Iom e Unhcr dove inviare i migranti illegali.
  • Stop ai moevimenti secondari, con controlli durissimi per impedire passaggi di confine all’interno dell’Ue: questa misura serve alla cancelliera tedesca Angela Merkel, bersagliata in patria dagli alleati bavaresi della Csu, guidati dal ministro degli Interni Horst Seehofer, che minacciano di farla cadere se non risolverà il problema dei migranti che arrivano in Germania valicando illegalmente le frontiere del Sud Europa.
  • Redistribuzione dei rifugiati e dei richiedenti asilo su base volontaria.

L’ultimo punto ha scatenato la reazione furiosa di Salvini, che pretende di imporre la redistribuzione obbligatoria tra i partner Ue (anche se proprio il suo alleato ungherese, Viktor Orban, ha da poco inserito in Costituzione il divieto di accogliere migranti economici). Il numero uno del Viminale ha tuonato: “Piuttosto che accettare una dichiarazione scritta da Francia e Germania, è meglio che Conte risparmi i soldi del volo”.

Il ministro dell’Interno italiano è arrivato a minacciare di chiudere, oltre ai porti, anche le frontiere terrestri, in modo da impedire il ritorno in Italia dei migranti che – in violazione del trattato di Dublino – dopo essere stati identificati nel nostro Paese riescono a varcare il confine (quasi sempre verso la Francia).

In mezzo al guado c’è il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che si sente preso in giro dagli alleati: le missioni a Parigi e Berlino lo avevano fatto ben sperare, ma adesso è pronto a non firmare il documento elaborato da Juncker e a far fallire il pre-vertice di domenica.

Intanto, mentre l’Europa affronta una situazione di stallo, la crisi sui migranti sembra essersi sbloccata negli Stati Uniti. Per ragioni elettorali e di immagine, il presidente degli Usa Donald Trump si è convinto a firmare un decreto che impedirà la separazione delle famiglie degli immigrati irregolari. Le registrazioni dei pianti disperati dei bambini separati dai genitori hanno scioccato il Paese, imponendo un passo indietro al numero uno della Casa Bianca. Una decisione su cui ha pesato il pressing della first lady Melania e della figlia del Presidente, Ivanka. Ma una certa importanza l’hanno avuta anche le parole di Papa Francesco, che in un’intervista a Reuters ha criticato la politica americana di separare le famiglie di chi cerca di entrare negli Usa: “Non lasciamo che la paura ci impedisca di accogliere”.

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