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Klimt a Roma: si vede, si beve e si gusta

Pixabay

Gustav Klimt torna in Italia, dopo 110 anni dalla sua partecipazione all’Esposizione internazionale di belle arti. Dal 27 ottobre al 27 marzo 2022, al Museo di Roma Palazzo Braschi, sarà possibile viaggiare tra la vita e le opere del celebre pittore fondatore della Secessione viennese, e che per la prima volta indaga il suo rapporto con l’Italia attraverso la narrazione dei suoi viaggi, tra Trieste, Venezia, Firenze, Pisa, il lago di Garda e ovviamente la Capitale. E proprio in occasione della mostra, ViVi – Palazzo Braschi presso il Museo propone lo speciale cocktail “Il bacio di Emilie” ideato da Head Bartender Sara Paternesi e il dolce “Delizia viennese” creato dalla pastry chef Francesca Cascia.

Il bacio di Emilie” è un cocktail a base di Vodka, con liquore di passion fruit, liquore Strega, liquore di pesca, aquafaba e limone, decorato con una foglia d’oro e un bocciolo di rosa, due elementi ricorrenti nelle opere dell’artista. L’oro per omaggiare il padre orafo ma anche i mosaici bizantini che scoprì a Ravenna e dai quali rimase affascinato. La rosa, invece, simbolo di amore e passione, è un omaggio al grande amore di Gustav Klimt, Emilie Flöge, stilista austriaca all’avanguardia, incredibile donna d’affari e musa ispiratrice del pittore. “Il bacio di Emilie” celebra proprio questi tratti, ben rappresentati dalla come la rosa, un fiore bello ed elegante ma allo stesso tempo con le sue spine ti puoi pungere.

Mentre, la “Delizia viennese” consiste in una mousse di cioccolato fondente e caffè poggiata su un biscotto al cacao e ricoperta da una glassa di cacao a specchio. Questo dolce celebra le origini austriache del pittore e i grandi caffè del passato, luoghi di incontro e di scambio culturale, tra una fetta di Sacher e un Kapuziner, tipica bevanda a base di caffè con panna montata e spezie.

Gustav Klimt è uno degli artisti ancor oggi più amati, soprattutto dalle donne, forse per la sua capacità di esaltare l’eleganza e la sensualità femminile, impreziosendola di straordinari sfondi dorati, che ricordano i mosaici bizantini tanto amati dal pittore austriaco dopo un viaggio a Ravenna. Sono 48 le opere originali di Klimt tra dipinti, disegni manifesti d’epoca e sculture, prestate eccezionalmente dal Museo Belvedere di Vienna, dalla Klimt Foundation e da altre raccolte pubbliche e private, come la Neue Galerie Graz.

Tra gli ospiti d’eccezione: “Giuditta I” (1901), iconica femme fatale-assassina, “Signora in bianco” (1917-18), “Amiche I” (Le sorelle, 1907) e “Amalie Zuclerkandl” (1917-18); “La Sposa” (1917-18), che per la prima volta lascia “casa”; e poi “Ritratto di Signora” (1916-1917), dipinto trafugato alla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperato solo nel 2019, che anticipa una seconda mostra che si terrà proprio a Piacenza a partire dal 5 aprile 2022.

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