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Jobs act, in arrivo gli ultimi decreti: semplificazioni, ammortizzatori e ispezioni. Ecco le novità

Sono quattro i tasselli mancanti alla riforma del lavoro, ormai conosciuta come Jobs act. Domattina, nell’ambito del Consiglio dei Ministri si discuterà degli ultimi 4 decreti attuativi mancanti, quelli attesi ad agosto e poi rinviati a dopo l’estate. Domani quindi potrebbe essere l’ultima tappa di un lungo percorso verso la riforma del lavoro messa in campo dal governo Renzi allo scopo di rianimare il mercato del lavoro italiano. 

Tra i provvedimenti in arrivo uno riguarda le semplificazioni nell’ambito dei rapporti di lavoro. Le principali modifiche dovrebbero essere legate alla disciplina relativa al diritto al lavoro dei disabili, alla tenuta del libro unico del lavoro, sicurezza sul lavoro, procedure per le dimissioni, pari opportunità, lavoro marittimo, comunicazioni obbligatorie ed altre semplificazioni relative al rapporto tra dipendente, datore di lavoro e organi di controllo.

Tema centrale del CdM di domani sarà la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali. Il decreto attuativo dovrà rivedere il profilo di cassa integrazione ordinaria, guadagni e straordinaria. Le nuove disposizioni saranno riunite in un unico testo che sostituisce le norme precedenti e intende semplificare la disciplina generale degli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione sarà abbassata a 24 mesi, oppure 36 in presenza di contratti di solidarietà, nell’ambito di un quinquennio mobile. Gli ammortizzatori vengono estesi, ma con un principio di contribuzione in base all’utilizzo con un contributo addizionale tra il 9% e il 15% della retribuzione.

Importanti novità anche per quanto riguarda le politiche attive del lavoro. Dal Consiglio dei Ministri di domani dovrebbe uscire un testo con “norme volte alla individuazione dei soggetti che costituiscono la rete dei servizi per le politiche del lavoro”. Si dovrebbe arrivare entro l’anno prossimo alla creazione di un’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro. Si passa poi “alla definizione dei principi comuni alle politiche attive (che prevedono, tra l’altro, l’introduzione dell’assegno di ricollocazione) e al riordino degli incentivi all’occupazione”.

Infine, domani si tratterà anche il tema oggetto delle polemiche più dure tra governo e sindacati: i controlli a distanza sui dipendenti tramite strumenti tecnologici. Il testo riguarda la razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva, con l’istituzione di un’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, che integra in un’unica struttura i servizi ispettivi del Ministero del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail. Ma il tasto dolente è rappresentato dai controlli a distanza dei lavoratori e la modifica dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Secondo le ultime indicazioni il governo sembra intenzionato a mantenere la versione “dura” del decreto che prevede l’uso delle informazioni ricavate da Gps e telecamere ai fini disciplinari, previa informazione del lavoratore e nel rispetto della privacy. Ma in discussione ci sarà anche la proposta di Cesare Damiano che esclude l’uso di dati raccolti attraverso telecamere. 

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