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Armani, al via i colloqui per la cessione del 15%: ipotesi 5% a Lvmh, L’Oréal e EssilorLuxottica

“Non è scritto da nessuna parte che debba trattarsi di un unico investitore”, ha affermato l’ad Giuseppe Marsocci. Secondo Ft i primi colloqui entro inizio ottobre

Armani, al via i colloqui per la cessione del 15%: ipotesi 5% a Lvmh, L’Oréal e EssilorLuxottica

A un anno dalla scomparsa di Re Giorgio, i vertici di ジョルジオアルマーニ si preparano a incontrare nelle prossime settimane Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica per discutere della possibile vendita di una quota di minoranza del 15% indicata dallo stilista nel suo testamento. Lo rivela il フィナンシャル·タイムズ, secondo cui tra le opzioni sul tavolo ci sarebbe non solo la vendita della quota a un unico acquirente, ma anche la suddivisione della stessa tra tre gruppi.

Il testamento di Giorgio Armani

Il testamento del fondatore del gruppo stabilisce quale dovrà essere il futuro della Giorgio Armani. In base a quanto previsto, entro 12 mesi-18 mesi dalla morte del compianto stilista, avvenuta il 4 settembre del 2025, la Fondazione dovrà vendere il 15% del capitale della Armani Spa “in via prioritaria ad uno tra Gruppo Lvmh, Gruppo EssilorLuxottica, Gruppo L’Oreal” “o ad altre società o gruppo societario dalla stessa individuato con l’accordo di Leo” Dell’Orco, si legge nel documento. Dopo questa prima tranche di vendita e “a decorrere dal terzo anno ed entro il quinto anno dalla data di apertura della successione” dovrà essere ceduta un’ulteriore quota pari a un minimo del 30% fino a un massimo del 54,9% del capitale. Con questa “seconda tranche”, l’acquirente potrebbe così arrivare alla maggioranza assoluta della maison. C’è anche un piano B: nel caso in cui la cessione delle quote non andasse a buon fine si opterà per la quotazione in Borsa del gruppo di moda. 

L’ipotesi del 5% ciascuno a Lvmh, L’Oréal e Essilux

“Nessuno vuole buttarsi a capofitto nell’affare, ma nessuno vuole lasciarselo sfuggire. In questo modo, tutti possono sedersi al tavolo delle trattative”, ha affermato una persona vicina alla vicenda interpellata da Ft che, citando fonti vicine ai tre pretendenti, ridimensiona la probabilità che questi effettuino un investimento sostanzioso a breve termine in un gruppo con interessi che spaziano dalla moda all’alta moda, fino ad alberghi, ristoranti e arredamento per la casa. Tanto più se si considera che i colloqui – che secondo il quotidiano britannico dovrebbero partire tra fine settembre e inizio ottobre – avverranno in un contesto caratterizzato da un prolungato calo della spesa nel settore del lusso. Nel 2025, i ricavi di Armani sono diminuiti per il secondo anno consecutivo, registrando un calo del 2,8% a 2,19 miliardi di euro, dopo la flessione del 5% registrata nel 2024. Tuttavia, l’ebitda è aumentato del 3,2%, raggiungendo i 153 milioni di euro, grazie alla riduzione dei costi e alle migliori performance della linea Armani Privé.

Tornando alla vendita, un’opzione discussa informalmente con Armani prevede la suddivisione della quota del 15% tra Lvmh, L’Oréal ed EssilorLuxottica. “Non è scritto da nessuna parte che debba trattarsi di un unico investitore”, ha confermato domenica l’amministratore delegato Giuseppe Marsocci, nominato alla guida del gruppo un mese dopo la scomparsa di Re Giorgio,  parlando a margine della sfilata di Giorgio Armani, 

Il manager ha spiegato che non è stata ancora presa alcuna decisione e non ha voluto commentare le indiscrezioni relative a possibili contatti con investitori diversi da quelli indicati nel testamento. Marsocci ha affermato che la casa di moda intende rispettare le tempistiche fissate dal fondatore, sebbene qualsiasi operazione dipenda dal raggiungimento di un accordo su “prezzo e dettagli”.

Tre strategie diverse

2番目の ロイター通信社, エシロールルクソティカ sarebbe interessata soltanto a una partecipazione limitata e potrebbe valutare un’operazione insieme ad altri investitori. ロレアル, legata ad Armani da un accordo nel beauty fino al 2050, ha indicato che valuterà l’opportunità quando sarà formalmente avviato il processo, ma la priorità del gruppo beauty sarebbe soprattutto quella di tutelare il redditizio accordo di licenza con Armani, in vigore fino al 2050, 

LVMH avrebbe invece esaminato la possibilità di un investimento autonomo, anche se l’integrazione potrebbe non essere immediata né scontata. 

Un ostacolo, in tutti e tre i casi, potrebbe essere 価格: ambienti vicini al gruppo hanno ipotizzato una cifra intorno ai 10 miliardi di euro, mentre i potenziali investitori ne stimano il valore tra i 3 e i 7 miliardi di euro.

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