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ステランティス社、ミラフィオーリ社への解雇手当支給再開:10月19日から30日まで停止。

Stellantis ferma la produzione della 500 elettrica e ibrida a Mirafiori dal 19 al 30 ottobre. Cassa integrazione per 1.074 lavoratori

ステランティス社、ミラフィオーリ社への解雇手当支給再開:10月19日から30日まで停止。

Torna la cassa integrazione nello stabilimento Stellantis di Mirafiori. 19 30 10月から l’attività delle Carrozzerie sulla linea della Fiat 500 elettrica e ibrida sarà sospesa, coinvolgendo complessivamente 1.074 lavoratori, tra 934 operai e 140 impiegati. La decisione è stata comunicata dalla Direzione delle Carrozzerie alle rappresentanze sindacali dopo una riunione interna dedicata all’andamento produttivo dell’impianto torinese. Per Stellantis il nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali arriva nonostante gli investimenti effettuati e una produzione cresciuta rispetto allo scorso anno.

Mirafiori si ferma per quasi due settimane

Lo stop interesserà la produzione della 500, modello sul quale il gruppo ha concentrato parte del rilancio dello stabilimento torinese. “Siamo di fronte ad una situazione complessa nonostante gli investimenti e il raddoppio della produzione rispetto allo scorso anno”, ha spiegato un portavoce di Stellantis. L’azienda sottolinea di essere impegnata da oltre un anno e mezzo in un piano per rafforzare la presenza industriale in Italia, con più di venti modelli prodotti nel Paese e altri in arrivo. Il progetto, secondo il gruppo, deve però confrontarsi con un mercato automobilistico più piccolo rispetto agli anni precedenti alla pandemia e con una pressione crescente da parte dei produttori extraeuropei.

A pesare sarebbero anche le condizioni di competitività dell’industria europea e, in particolare, i costi sostenuti in Italia. Stellantis indica tra i principali problemi il prezzo dell’energia, ritenuto più elevato rispetto a quello di altri Paesi come Francia e Spagna.

Stellantis punta il dito sui costi dell’energia

Secondo il gruppo automobilistico, un miglioramento della competitività potrebbe contribuire a ridurre anche il prezzo delle vetture prodotte negli stabilimenti italiani. L’azienda afferma di avere aperto un confronto con le istituzioni nazionali e locali per ottenere costi energetici più vicini a quelli sostenuti dai concorrenti europei.

“Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora, anche a causa del difficile contesto geopolitico, non abbiamo visto alcun beneficio concreto”, ha spiegato il portavoce. Alla questione energetica si aggiunge quella dei prezzi delle automobili. Stellantis osserva che acquistare un’auto nuova è diventato più costoso rispetto al passato e che questa minore accessibilità ha colpito soprattutto le famiglie del ceto medio e i giovani. Il fenomeno sarebbe particolarmente evidente nel segmento delle utilitarie, dove incidono sia l’aumento dei costi produttivi sia quelli legati ai nuovi requisiti normativi.

La 500 ibrida e gli investimenti sul polo torinese

Nonostante la nuova fase di cassa integrazione, Stellantis rivendica gli interventi realizzati a Mirafiori. Alla fine del 2025 nello stabilimento è arrivata la nuova 500 ibrida, che secondo il gruppo ha contribuito a far crescere sensibilmente i volumi. Nel primo semestre del 2026, afferma l’azienda, a Torino sono state prodotte più automobili che nell’intero 2025.

Il piano per Mirafiori non riguarda soltanto la 500. Nel polo torinese è stata avviata anche la produzione dei cambi elettrificati e-Dct destinati alle motorizzazioni ibride. A questi investimenti si aggiungono l’hub dedicato all’economia circolare e un centro di ricerca sulle batterie. Stellantis guarda inoltre al prossimo decennio. Dal 2030 è prevista l’introduzione della nuova generazione della 500, progetto sul quale il gruppo conta per consolidare ulteriormente l’attività dello stabilimento.

La Fiom teme nuovi stop e chiede un confronto

MOLTO più critica la posizione della Fiom di Torino. Il sindacato ricorda che erano trascorsi soltanto otto mesi dalla fine della precedente cassa integrazione alle Carrozzerie di Mirafiori e che nel frattempo si erano già verificati fermi produttivi settimanali, oltre a un prolungamento del periodo di ferie.

Il segretario generale della Fiom di Torino エディ・ラッツィ e il responsabile Fiom di Mirafiori ジャンニ・マンノーリ avvertono che il nuovo stop potrebbe mettere in discussione anche il futuro dei 400 lavoratori interinali impiegati nelle Carrozzerie. “Rimarchiamo il fatto che, con questo stop siamo al diciannovesimo anno consecutivo in cui le lavoratrici e i lavoratori sono collocati in cassa integrazione”, hanno affermato i due rappresentanti sindacali. La Fiom contesta inoltre la lettura delle difficoltà produttive e indica nelle vendite insufficienti dell’unico modello realizzato nello stabilimento una delle ragioni principali della situazione. Per il sindacato, affidare il futuro di Mirafiori a una sola vettura non è sufficiente. Lazzi e Mannori chiedono quindi un incontro tra sindacati, azienda e istituzioni per individuare nuove prospettive produttive per lo stabilimento e per l’intero territorio torinese, con l’obiettivo di evitare che il ricorso alla cassa integrazione torni a diventare una condizione strutturale.

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