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Istat, crolla il potere d’acquisto delle famiglie: -1,7% su anno nel primo semestre

Cala ancora il potere d’acquisto delle famiglie italiane. A rilevarne la discesa è l’Istat, che comunica che nei primi sei mesi dell’hanno il potere d’acquisto ha fatto segnare una flessione dell’1,7% su base annua. Tenendo conto dell’inflazione, il dato del secondo trimestre 2013 registra una riduzione dello 0,7% su base congiunturale e dell’1,3% su base tendenziale.

Sempre nei secondi tre mesi dell’anno, il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è diminuito al netto della stagionalità dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. Minima, invece, la variazione su base annua, +0,1%.

Aumenta, nel confronto con il secondo trimestre del 2012, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, che si è attestata al 9,4%, in crescita dell’1,7%. Rispetto al trimestre precedente, però, il dato risulta in flessione dello 0,2%.

La spesa delle famiglie per consumi finali, espressa in valori correnti, è scesa dell’1,8% su base annua e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle famiglie, pari al 6,3%, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente, ma ha conosciuto una contrazione dello 0,3% su base annua.

Discorso simile per la quota di profitto (38,4%) e il tasso di investimento (19,5%) delle società non finanziarie, invariate rispetto al primo trimestre, ma in flessione, rispettivamente dell’1,2% e dello 0,8%, su base annua.

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