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Ikea sposta in Italia una parte delle produzioni asiatiche: delocalizzazione al contrario

A pochi giorni dalla “Settimana del Mobile”, a Milano, Ikea ha confermato il trasferimento dall’Asia all’Italia di un’ulteriore parte delle sue produzioni. L’annuncio arriva in una nota diffusa dall’ad Petersson, nella quale si legge che sarebbero stati “individuati nuovi partner italiani che hanno preso il posto di fornitori asiatici grazie alla loro competenza, al loro impegno e alla capacità di produrre articoli caratterizzati da una qualità migliore e a prezzi più bassi dei loro concorrenti asiatici“. 

Il recente spostamento in Piemonte (i principali approvvigionamenti del gruppo svedese rimangono però quelli dei maggiori distretti italiani nel settore: Veneto, Friuli e Lombardia) di queste produzioni ha portato a 24 i fornitori italiani di Ikea, per un volume totale di 1 miliardo di euro di acquisti, che renderebbe l’Italia, alle spalle di Cina e Polonia, il terzo maggior produttore per il colosso svedese dell’arredamento, che si rifornisce in Italia l’8% dei suoi mobili, quota che sale al 34% considerando le sole cucine

Una delle conseguenze di quest’operazione sarà l‘aumento dell’avanzo commerciale favorevole del nostro paese nei confronti di Ikea, che rimane così il primo cliente della filiera arredo-legno nostrana . Già ad oggi il volume degli acquisti effettuati dal gruppo in Italia supera percentualmente il volume delle vendite nei negozi della penisola.

Ovviamente, collegate a queste nuove commesse, ci saranno anche ricadute a livello occupazionale, il cui impatto è stimato attorno ai 2.500 posti di lavoro. La ricaduta occipazionale prodotta da Ikea sul suolo italiano salirebbe dunqua ad un totale di circa 11.000 posti di lavoro.

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