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Grexit e debito greco: si riaccende il duello Draghi-Schaeuble

Tra Mario Draghi e Wolfang Schaeuble sono sempre scintille. A quanto pare il presidente della Banca Centrale Europea e il ministro delle Finanze tedesco non riescono a trovare un punto di incontro ed esprimono posizioni antitetiche sul modo di affrontare l’emergenza greca. 

Il “casus belli” del giorno è ancora una volta la Grecia. Il duello, stavolta a distanza, è stato aperto stamattina dal falco di Berlino che, dopo l’Ok del Parlamento greco al piano di riforme imposto dall’accordo di lunedì scorso, ha ribadito la posizione tenuta nel corso delle ultime settimane. Secondo Schaeuble infatti, una temporanea uscita dall’euro “sarebbe per la Grecia la via migliore”.  Molti economisti inoltre sembrano essere d’accordo sulla necessità di tagliare il debito di Atene, unica via per permettere al Paese di risollevarsi, ma il ministro tedesco  è di tutt’altro avviso: “Un vero taglio del debito – ha sottolineato – è inconciliabile con l’appartenenza all’unione monetaria”.

Nonostante ciò venerdì prossimo al Bundestag, Schaeuble voterà “con piena convinzione” il piano di salvataggio voluto dall’Unione Europea.

Le dichiarazioni rilasciate dal titolare delle Finanze tedesco non sono certo passate inosservate in sede comunitaria. Nel pomeriggio, dopo il via libera dei 28 Stati Membri alla terza tranche di aiuti alla Grecia,  Mario Draghi ha sostenuto di non voler commentare “le affermazioni di un politico” , salvo poi rilasciare alcune dichiarazioni che evidenziano quanto la distanza tra i due sia incolmabile.

 Il Governatore della BCE ha non solo ribadito che “Per noi la Grecia è e resta nell’euro”, ma ha anche definito “fuori dubbio che il debito della Grecia vada alleggerito”, imboccando così la strada aperta alcuni giorni fa dal Governo americano e dal Fondo Monetario internazionale. In aggiunta, Francoforte ha deciso di aumentare la liquidità di emergenza (Ela), in seguito alle riforme su Iva e pensioni varate dal Parlamento di Atene.

Lo scontro odierno segue di pochi giorni quello, ancora più duro, verificatosi lo scorso 11 luglio nell’ambito del delicatissimo Eurogruppo chiamato a decidere le sorti della Grecia. Secondo voci di corridoio infatti, nel momento in cui Mario Draghi era impegnato a illustrare alcune questioni riguardanti il debito greco, uno spazientito Wolfgang Schäuble lo avrebbe interrotto sibilando «non sono stupido», costringendo Jeroem Dijssebloem a interrompere la riunione all’istante. La stessa Banca Centrale ha parlato di “uno scambio di vedute” tra Schaeuble e il Governatore.  

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