Ancora turbolenze sui mercati finanziari, dovute sempre a quello che sta succedendo ai rendements des obligations d'État. Gli ultimi dati hanno mostrato un’economia statunitense che sa resistere all’aumento dei prezzi energetici senza rallentare: il cocktail perfetto per dare carta bianca alle banche centrali sui tassi, e il risultato è che i tassi dei bond aumentano e le Borse scendono. Oggi il rendimento del T-Bond decennale Usa è tornato sopra l’asticella del 5%, su livelli che non si vedevano dal 2007 e arrivando anche a superare il 5,1%. Ne risente anche il Btp 10 anni italiano che avvicina il 4,6%, con lo spread con il Bund che viaggia verso i 100 punti base, sui massimi da fine marzo. Il Bono spagnolo supera il 4% e l’Oat francese si porta addirittura sul 4,7%.
Come se non bastasse, oggi riprende decisamente a correre anche il petrolio: il Brent a Londra raggiunge i 107 dollari al barile, valore toccato per un attimo a metà settembre ma che di fatto corrisponde al massimo da maggio. Il Wti Crude Oil scambia a 96 dollari al barile. Le crescenti tensioni in Medio Oriente offuscavano le prospettive di una soluzione diplomatica al conflitto: Yahya Rahim Safavi, consigliere militare della Guida Suprema iraniana, ha avvertito che il conflitto potrebbe estendersi dal Golfo Persico, dallo Stretto di Hormuz e dal Mar Rosso fino all’Oceano Indiano qualora gli Stati Uniti o Israele lanciassero un nuovo attacco. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che Teheran è pronta a riprendere i negoziati per porre fine al conflitto, ma non cederà alle minacce. In netto rialzo anche il gas naturale europeo, che torna sopra i 75 euro per megawattora. Poco mossi oro e argento, comunque con tendenza ribassista rispettivamente sui 4.250 dollari all’oncia e sui 63 dollari.
In questo scenario non sorprende che le Borse occidentali siano tutte in territorio negativo. Al momento a Wall Street il Dow Jones perde lo 0,7%, l’S&P 500 lo 0,5%, il Nasdaq lo 0,8% circa. In Europa i listini chiudono così: Milano -0,85%, Madrid -0,3%, Londra -0,24%, Parigi -0,5%, Francoforte -0,57%. Continua a rafforzarsi il dollaro Usa nei confronti dell’euro, col cambio che oggi cade sotto l’1,14. Il Bitcoin perde il 2,5% a 83.000 dollari. Sul Nasdaq questa è decisamente la settimana di Meta, che accelera sull’AI con la presentazione della nuova piattaforma Muse e della sua rivoluzionaria applicazione sugli occhiali e ancora oggi guadagna il 3%, risultando tra le azioni più scambiate. In rosso invece Micron, Amd, Sandisk, Intel e Nvidia, ma è il tech in generale a soffrire. In netta controtendenza tuttavia Nebius +6%, dopo che Palantir l’ha scelta come partner preferenziale per l’infrastruttura di sovereign AI. Inoltre Nebius aumenterà dal 1° ottobre i prezzi di alcune GPU Nvidia del 17–21%. Recupera qualcosa Airbnb +1% dopo il tonfo delle ultime sedute.
A Piazza Affari i titoli in positivo sono appena una manciata: Eni +1,4%, Poste Italiane +1%, Intesa Sanpaolo +0,25%, Generali +0,2% per citarne quattro. A chiudere male sono tutti i comparti, dalla Difesa con Fincantieri -5,5%, Leonardo -2,2% e Avio -3%, alla tecnologia con Technoprobe -4,8% e Stm -2,7%. E poi ovviamente le banche: poco prima del cda, Mps cede lo 0,66%, Finecobank -2,45%, Unicredit -1,55%, Banco Bpm -0,43%, Bper -1,26%.
