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Fiat, Marchionne non si ferma: “Rilanceremo Alfa Romeo”

“Nel polo Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati, compreso un nuovo suv e qualcos’altro che non le dico. A Melfi la 500X e la piccola Jeep, a Pomigliano la Panda e forse una seconda vettura. Rimane Cassino, che strutturalmente e per capacità produttiva è lo stabilimento più adatto al rilancio Alfa Romeo”. Sono queste le prospettive degli stabilimenti italiani di Fiat delineate dall’a.d. del gruppo Sergio Marchionne in un’intervista a Repubblica.

Il piano, dopo il colpo Chrysler, prevede soprattutto il rilancio di Alfa Romeo. Un piano che col tempo – se non crolla un’altra volta il mercato “riporterà’ tutti gli operai al lavoro. Rientreranno tutti”, dice Marchionne. “Mi impegno: quando il piano sarà a regime la rete industriale italiana sarà piena, naturalmente mercato permettendo”.

Il rilancio di Alfa Romeo, ha aggiunto il manager italo-canadese nell’intervista rilasciata al direttore Ezio Mauro, “è centrale nella nostra strategia: in capannoni fantasma, mimetizzati in giro per l’Italia, squadre di nostri uomini stanno preparando i nuovi modelli di Alfa Romeo che annunceremo ad aprile e cambieranno l’immagine del marchio, riportandolo all’eccellenza assoluta”.

“La nostra strategia – spiega ancora Marchionne – è uscire dal mass market, dove i clienti sono pochi, i concorrenti sono tanti, i margini sono bassi e il futuro è complicato”. Uscire dal mercato tradizionale Fiat per andare nella fascia premium, insomma. “In fondo abbiamo marchi fantastici e per definizione Premium come l’Alfa Romeo e la Maserati. Perché non reinventarli?”.

Nei piani di Marchionne dunque Fiat andrà nella parte alta del mass market, con le famiglie Panda e Cinquecento e uscirà dal segmento basso e intermedio. Lancia diventerà invece un marchio soltanto per il mercato italiano, nella linea Y. E Chrysler garantirà l’accesso ai mercati internazionali: “Oggi se mi presento con l’Alfa negli Usa ho una rete di 2.300 concessionari capaci di portare quelle auto dovunque in America, rispettandone il dna italiano”.

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