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Eni, piano 2017: cessioni per 9 miliardi, 54 miliardi di investimenti

Dopo i numeri del 2013 diffusi questa mattina, Eni alza il velo sul piano 2014-2017. Nell’arco del quadriennio il gruppo prevede di cedere asset per 9 miliardi di euro, compresi i 2,2 miliardi legati alla cessione della quota della russa Arketic Russia. La società prevede inoltre d’investire 54 miliardi nei prossimi quattro anni (-5% rispetto al piano precedente). I dati sono stati illustrati dall’amministrazione delegato Paolo Scaroni alla comunità finanziaria a Londra.

Per quanto riguarda il cash flow, Eni prevede che salirà da 11 miliardi nel 2013 a una media annua di 15 miliardi nel 2014-2015 e a 17 miliardi nel 2016-2017, nonostante lo scenario ribassista per il prezzo del petrolio.

“La gestione disciplinata del capitale – aggiunge Eni – continuerà ad essere un pilastro fondamentale della strategia finanziaria della società. La generazione di cassa annuale per il periodo 2014-2017 sarà mediamente più alta del 45% rispetto a quella del 2013, considerando uno scenario a prezzi costanti del petrolio a circa 108 dollari al barile per il brent”.

Eni prevede di distribuire per il 2014 un dividendo in crescita a 1,12 euro per azione (+1,8%). “La politica di distribuzione di Eni – spiega la società – continua a essere una combinazione di dividendo e buy-back. Nel 2013 la società ha distribuito un dividendo pari a 1,10 euro per azione”.

Infine, il gruppo annuncia che rinegozierà tutti i contratti di approvvigionamento di gas entro il 2016. “L’obiettivo è quello di raggiungere un pieno allineamento con le nuove condizioni di mercato in termini di prezzi, flessibilità e volumi”, si legge nel piano. Eni non si aspetta un miglioramento sostanziale dei consumi di gas in Europa nell’arco del piano 2014-2017. 

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