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Xiaomi, profitti in frenata nel secondo trimestre per la multinazionale cinese: smartphone sotto pressione, corrono le auto elettriche

Xiaomi chiude il secondo trimestre 2026 con ricavi e utili in calo. Il caro-componenti pesa sugli smartphone, mentre crescono consegne e ricavi delle auto elettriche

Xiaomi, profitti in frenata nel secondo trimestre per la multinazionale cinese: smartphone sotto pressione, corrono le auto elettriche

Il caro-componenti mette sotto pressione i conti di Xiaomi, While the crescita delle auto elettriche non è ancora sufficiente a compensare l’indebolimento del business degli smartphone. Il gruppo cinese ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con ricavi in calo e una forte contrazione dell’utile adjusted, penalizzato soprattutto dall’aumento dei prezzi delle memorie e dalla crescente concorrenza nel settore tecnologico. Tra aprile e giugno, Xiaomi ha registrato ricavi per 108,92 miliardi di yuan, in diminuzione del 6,1% rispetto ai 115,96 miliardi dello stesso periodo del 2025 e sotto i 112,2 miliardi attesi in media dagli analisti.

The utile netto contabile si è attestato a 9,46 miliardi di yuan, circa 1,4 miliardi di dollari, con un calo del 20,3% rispetto all’anno precedente. Più marcata la frenata dell’utile netto adjusted, sceso del 42,6% a 6,22 miliardi di yuan, contro i 10,83 miliardi di un anno prima e al di sotto dei 6,6 miliardi previsti dagli analisti.

Xiaomi: smartphone sotto pressione, margini in forte calo

È soprattutto il tradizionale motore degli smartphone a mostrare i segnali più evidenti di rallentamento. I ricavi della divisione sono diminuiti del 7,5% a 42,1 miliardi di yuan, mentre le consegne si sono fermate a 31,2 milioni di unità. Secondo Omdia, si tratta del secondo trimestre consecutivo di flessione e Xiaomi resta comunque tra i primi tre produttori mondiali per spedizioni per il 24° trimestre consecutivo. A pesare è soprattutto la profitability. Il margine lordo degli smartphone è sceso all’8,5% dall’11,5% registrato un anno prima, mentre quello complessivo del gruppo è passato dal 22,5% al 19,8%.

Xiaomi ha spiegato che “i significativi aumenti dei costi dei componenti chiave, tra cui la memoria, unitamente all’intensificarsi della concorrenza nel settore, hanno continuato a rappresentare un ostacolo” per il business. La società ha indicato tra i fattori di incertezza anche il quadro geopolitico.

Il rincaro delle memorie colpisce Xiaomi in modo particolarmente sensibile. Secondo Omdia, più della metà degli smartphone spediti dal gruppo ha un prezzo inferiore ai 200 dollari, caratteristica che rende il produttore più esposto rispetto agli altri principali operatori all’aumento dei costi dei componenti.

Il gruppo continua però a cercare di spostare il proprio portafoglio verso fasce di prezzo superiori. Il prezzo medio di vendita degli smartphone ha raggiunto 1.351 yuan, in crescita del 25,9% e su un nuovo massimo, segnalando l’avanzamento della strategia di premiumizzazione nonostante la contrazione dei volumi.

Xiaomi: l’auto elettrica accelera, ma continua a bruciare cassa

Dall’altra parte dei conti cresce il peso della mobilità elettrica, uno dei settori sui quali Xiaomi sta puntando per ridurre la dipendenza dagli smartphone. Nel secondo trimestre il gruppo ha consegnato 104.199 veicoli, il 28,2% in più rispetto a un anno prima. I ricavi direttamente legati alle auto elettriche sono saliti del 15,9% a 23,9 miliardi di yuan, mentre considerando anche intelligenza artificiale e altre nuove iniziative il giro d’affari del segmento ha raggiunto circa 24,9 miliardi, in crescita del 17,1%.

La maggiore scala non si è però ancora tradotta in profitti. Le attività legate a EV, AI e nuove iniziative hanno registrato una perdita operativa di 2,6 miliardi di yuan, mentre il margine lordo del comparto è sceso al 19,2% dal 26,4%. Xiaomi attribuisce il peggioramento a un mix di prodotto meno favorevole, ai maggiori costi dei componenti e all’aumento degli investimenti nell’intelligenza artificiale.

La società continua comunque a puntare sull’auto come uno dei pilastri della crescita futura, mentre il mercato automobilistico cinese resta caratterizzato da una concorrenza particolarmente intensa. Xiaomi punta inoltre a entrare sul mercato europeo nel 2027.

AI e IoT al centro dell’ecosistema Xiaomi

Gli investimenti rimangono elevati anche sul fronte tecnologico. Le spese in ricerca e sviluppo sono salite del 18,9% a 9,2 miliardi di yuan nel trimestre, con Xiaomi che continua a concentrare risorse su intelligenza artificiale, automotive e tecnologie proprietarie. La società ha spiegato di aver “ottimizzato in modo proattivo” la gestione operativa, concentrandosi “sulle capacità tecnologiche fondamentali, tra cui l’IA”, con l’obiettivo di rafforzare l’ecosistema “Human × Car × Home”.

A fine giugno, il numero di dispositivi IoT collegati alla piattaforma AIoT di Xiaomi, esclusi smartphone e tablet, ha raggiunto il record di 1,1608 miliardi, in aumento del 17,4% su base annua, mentre gli utenti attivi mensili globali sono saliti del 4,8% a 766,5 milioni.

Più debole la divisione IoT e prodotti lifestyle, con ricavi scesi a 31,3 miliardi dai 38,7 miliardi di un anno prima e un margine lordo passato dal 22,5% al 20,1%. Sui risultati ha inciso anche il ridimensionamento degli incentivi pubblici in Cina. I servizi Internet hanno invece generato circa 9 miliardi di yuan, sostanzialmente stabili, mantenendo un margine molto elevato del 76,8%.

Il nuovo equilibrio tra smartphone, auto e intelligenza artificiale

Il quadro del semestre conferma le difficoltà. Nei primi sei mesi dell’anno Xiaomi ha realizzato 208,1 miliardi di yuan di ricavi, in calo dell’8,4%, mentre l’utile netto è diminuito del 37,6% a 14,2 miliardi e quello adjusted del 42,8% a 12,3 miliardi.

I numeri mostrano così una Xiaomi nel pieno di una trasformazione. Il business degli smartphone continua a generare una parte rilevante dei ricavi, ma deve fare i conti con volumi in calo e margini compressi dal costo delle memorie e degli altri componenti. Parallelamente, le auto elettriche crescono rapidamente per consegne e fatturato, senza però aver ancora raggiunto la redditività. La partita si gioca quindi sulla capacità del gruppo di sostenere gli investimenti necessari per costruire nuovi motori di crescita mentre il core business attraversa una fase più difficile. Auto elettrica e intelligenza artificiale sono ormai centrali nella strategia di Xiaomi, ma i conti del secondo trimestre mostrano che la transizione ha ancora un costo elevato.

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