Saipem closed the first half with un utile netto adjusted di 131 milioni di euro, in calo del 6,4% rispetto ai 140 milioni di euro dello stesso periodo del 2025. A impattare sul risultato sono stati da un lato l’ebit, che è stato di 240 milioni in calo del 21,3%, dall’altro il peggioramento della gestione fiscale per 15 milioni di euro a cui si contrappone l’effetto del miglioramento del saldo della gestione finanziaria per 28 milioni di euro e del saldo della gestione partecipazioni per 8 milioni.
Il risultato netto, pari a 96 milioni di euro, riflette oneri non ricorrenti per 35 milioni di euro rispetto al risultato netto adjusted, riconducibili all’accantonamento dei costi del piano di esodi agevolati sottoscritto con le associazioni sindacali nel quarto trimestre del 2025.
Saipem: salgono ricavi ed ebitda, ordini in crescita del 33%
I revenues sono saliti a 7,345 miliardi (+1,9%), l’ebitda adjusted è aumentato a 836 milioni (+9,4%) mentre i nuovi ordini acquisiti sono pari a 5,7 miliardi, in crescita del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, cui si aggiungono 2,3 miliardi di euro di ordini già acquisiti nel mese di luglio.
Per quanto riguarda il secondo trimestre, i ricavi sono di 3.817 milioni (+3,4%), l’ebitda adjusted è di 402 milioni (-2,7%) e i nuovi ordini sono di circa 4,1 miliardi.
Andando avanti col conto economico, nel semestre the net financial position pre-Ifrs 16 al 30 giugno 2026 è positiva per 1.078 miliardi di euro, in miglioramento di 79 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025; mentre la posizione finanziaria netta post-Ifrs 16 al 30 giugno 2026 è negativa per 109 milioni di euro, al netto del pagamento dei dividendi per 330 milioni di euro, in miglioramento di 163 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2025.
Saipem rivede al ribasso la stima per l’ebitda adjusted
Saipem ha aggiornato le guidance per il 2026, reviewing al ribasso le stime per l’ebitda adjusted atteso a 1,75 miliardi di euro; ciò per tenere conto degli extra costi già sostenuti in relazione alla crisi in Medio Oriente, ed una stima degli extra costi che potrebbero impattare la seconda metà dell’anno, e del deconsolidamento delle attività di perforazione in acque poco profonde a valle del perfezionamento della cessione.
La stima sui ricavi è confermata a 15,5 miliardi, mentre il cash flow operativo (al netto dei canoni di locazione) è atteso a circa 1 miliardo di euro, gli investimenti a circa 450 milioni di euro e il free cash flow (al netto dei canoni di locazione) a circa 600 milioni.
La società precisa inoltre che sul piano commerciale, i risultati ottenuti nei primi sette mesi dell’anno, insieme alle numerose opportunità in fase di discussione, “rafforzano la nostra fiducia in una raccolta ordini 2026 superiore a quella del 2025”.
