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Draghi: “Le banche europee deboli dovranno uscire dal mercato”

“Le banche europee deboli dovrebbero uscire dal mercato”. Lo ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in un’intervista al quotidiano svizzero Neue Buercher Zeitung.

L’individuazione di questi istituti è uno degli obiettivi dell’esame sul settore avviato nel 2014 dalla Bce, ha aggiunto Draghi, precisando che il denaro dei contribuenti sarà usato solo “come ultima risorsa” nei salvataggi. 

Il numero uno dell’Eurotower ha sottolineato quindi che dall’economia dell’Eurozona arrivano “primi segnali incoraggianti”, ma bisogna evitare di sbilanciarsi con “previsioni eccessivamente ottimistiche”, perché la ripresa “è ancora debole e il rischio di battute d’arresto è ancora elevato”. 

Secondo Draghi, l’economia dell’Unione valutaria ha ritrovato la strada della crescita, ma questa espansione non è omogenea fra i diversi Paesi e il tasso medio di disoccupazione, al 12%, è ancora troppo molto elevato.

Il Presidente della Bca ha detto di essere rassicurato dal fatto che la crescita non è basata solo sulle esportazioni, ma in parte poggia anche sulla domanda interna. I risultati delle indagini sono positivi, così come, ma in maniera più discontinua, i dati macroeconomici. Com’è normale che accada dopo un periodo di profonda crisi, ha concluso Draghi.

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