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Champagne, le eccellenze italiane conquistano il mondo

Il vino italiano continua a mietere successi e a conquistare primati in tutto il mondo. Non solo il nostro export nei soli primi sei mesi dell’anno è aumentato arrivando a toccare i 2,5 miliardi di euro grazie al grande favore che il nostro Prosecco sta riscuotendo sui mercati internazionali (+12%), non solo l’Italia è primo paese al mondo per volume di esportazioni di vino sfuso (20 milioni di ettolitri rispetto alla Francia che ne esporta per 14 milioni), non solo l’Italia mantiene il primato europeo dei vini a indicazione di origine e geografica con 73 DOCG, 322 DOC e 118 IGT, ma ora è anche il momento in cui possiamo alzare la testa nei confronti dei vini francesi su un terreno in cui essi sono dominatori incontrastati da sempre, quello dello champagne e delle bollicine.

La buona notizia arriva dallo “Champagne and sparkling wine world championships” prestigiosa competizione internazionale dedicata alle bollicine, organizzata a Londra da Tom Stevenson, uno dei più autorevoli esperti e conoscitori della materia alla quale hanno prese parte produttori di 19 paesi del mondo dalla Francia agli Stati Uniti, dalla Croazia al Cile.

Ebbene l’Italia si è fatta molto, ma molto onore: delle 149 medaglie d’oro e 143 medaglie d’argento che la giuria del Championship ha assegnato, il nostro paese si è aggiudicato 30 medaglie d’oro e 36 d’argento collocandosi al secondo posto dietro alla Francia. Un risultato che qualche anno fa sarebbe apparso totalmente impensabile.

Osservando il palmares delle medaglie conquistate dall’Italia va detto che questo premia tre regioni che da anni hanno investito con forte determinazione su una produzione qualitativa di alto livello: sulle bollicine di eccellenza, Lombardia in testa che si è aggiudicata 14 medaglie d’oro, seguita dal Trentino con 11 medaglie d’oro e dal Veneto con 5.

Il medagliere d’argento ha visto invece le tre regioni leader in questo settore pari merito con 12 medaglie a testa e con l’aggiunta di una medaglia per il Piemonte. L’affermazione dell’Italia in questo concorso mondiale premia da una parte la scelta di eccellenza delle nostre aziende vinicole e dall’altra accende i riflettori dei buyers internazionali con ulteriori prospettive per l’export dei nostri vini mossi.

Il mercato mondiale delle bollicine non sembra conoscere crisi di questi tempi e uno studio di FranceAgriMed sull’andamento produttivo e commerciale nel 2015 fa emergere che gli spumanti rappresentano oggi il 7% della produzione enoica mondiale con un netto aumento rispetto al passato. Basti pensare che nel 2000 non superavano il 5% del totale con 19 milioni di ettolitri. Inutile dire che la Francia con quasi 5 milioni spazia ampiamente in tutto il mondo ma da qualche tempo a questa parte le nostre bollicine, grazie anche al grande favore che il Prosecco sta incontrando sui mercati internazionali stanno conquistando nuovi e interessanti spazi di mercato. Per la cronaca, infatti, il Prosecco ha superato l’anno scorso per valore di vendite lo Champagne sia in Gran Bretagna, dove è il più richiesto per i matrimoni, sia negli Stati Uniti.

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