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Bce, Draghi: “La crescita si rafforza, ma il Qe deve continuare”

I dati delle ultime settimane “confermano che la ripresa ciclica dell’area euro sta diventando sempre più solida e che i rischi al ribasso sono calati ancora”. Tuttavia, “rimane necessario un grado molto consistente di accomodamento monetario” per favorire la risalita dell’inflazione. Questo il messaggio lanciato oggi dal presidente della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio direttivo che questa mattina ha confermato la politica monetaria dell’Eurotower. Subito dopo queste parole l’euro è scattato in rialzo a 1,093 dollari.

“È vero che la crescita si sta rafforzando e siamo fiduciosi che continuerà ad accelerare e a diffondersi – ha continuato Draghi – Oggi la crescita è solida e ampiamente distribuita, ma se le prospettive diventassero meno favorevoli o incoerenti con l’aggiustamento richiesto dell’inflazione, saremmo pronti ad aumentare” il Quantitative easing.

Il numero uno della Banca centrale europea ha precisato che questo può voler dire prolungare il programma di acquisto titoli oltre la scadenza prevista (dicembre 2017) oppure aumentarne nuovamente l’importo mensile, che da aprile è stato ridotto a 60 miliardi di euro (in precedenza era di 80).

Prima di pensare a una normalizzazione della politica monetaria è necessario che l’inflazione sia al livello desiderato dalla Bce, vicina ma inferiore al 2%, “per tutta l’Eurozona e non per un solo Paese“, ha detto il presidente della Bce, riferendosi al forte divario nell’andamento dei prezzi fra Paesi come la Germania e altri. Draghi ha spiegato che l’inflazione dovrebbe mostrare una convergenza “durevole” verso il livello desiderato e “restarci sulle proprie gambe”.

Draghi ha poi rivelato che nel Consiglio direttivo della Bce c’è stata “una discussione sul bilancio dei rischi per la crescita: alcuni componenti hanno una visione più ottimistica della situazione economica e altri, pur riconoscendo che c’è stato un miglioramento, ritengono che questo non giustifichi alcun cambiamento nella comunicazione”. Ma nonostante questo c’è stata “unanimità” nello stabilire i termini della comunicazione sulle valutazioni delle prospettive economiche.

Quanto al ballottaggio per le presidenziali francesi fra l’europeista Emauel Macron e l’euroscettica Marine Le Pen, il Presidente della Bce ha naturalmente evitato di sbilanciarsi: “Non facciamo politica monetaria in base agli esiti elettorali”, ha detto.

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