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Banche, Basilea 3: niente accordo all’Ecofin, tutto rimandato al 15 maggio

L’accordo sulle banche non è arrivato. Al temine di una riunione interminabile dell’Ecofin, i ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Ue non hanno saputo trovare un compromesso soddisfacente sui nuovi requisiti di capitale per le banche previsti da Basilea 3. Tutto rimandato al 15 maggio, quando a Bruxelles si terrà a nuova riunione dell’Ecofin.

I punti di divergenza non sono stati superati: da una parte c’è chi continua a volere – Francia e Germania in testa – che i parametri per gli istituti di credito siano uguali per tutti, in un’armonizzazione europea che veda, come chiesto dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, un’Autorità bancaria europea (Eba) con più poteri di controllo. Dall’altra Gran Bretagna e Svezia – sostenuti da Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Bulgaria e Slovacchia – vorrebbero regole più rigide ma da lasciare alla discrezionalità degli Stati nella loro applicazione

Altro oggetto del contendere è il cosidetto “buffer”, il cuscinetto di capitale aggiuntivo. Le regole di Basilea 3 lo vorrebbero al 2,5%, Gran Bretagna e Svezia vorrebbero portarlo al 5%, mentre la presidenza danese ha proposto una soglia di compromesso del 3%, su cui si sono detti d’accordo tutti i paesi schierati con Francia e Germania, Italia compresa.

Alla fine ne è uscita una bozza di accordo che dovrà essere ridiscussa – e firmata – tra due settimane. ”Abbiamo un accordo”, ha detto alla fine Margrethe Vestager, ministro delle Finanze danese e presidente di turno della Ue. Resta adesso ”una verifica tecnica sugli ultimi punti”.

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