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ArcelorMittal acquista il gruppo brasiliano CSP per 2,2 miliardi di dollari. E il titolo vola a Parigi (+5%)

FIRSTonline

ArcelorMittal acquista l’acciaieria brasiliana Companhia Siderúrgica do Pecém (CSP) per 2,2 miliardi di dollari. In attesa delle approvazioni societarie e normative, il completamento della transazione è previsto entro la fine del 2022. Ad annunciarlo il gigante dell’acciaio in occasione della presentazione dei risultati del primo semestre 2022. Intanto, balzo in avanti per Arcelormittal sul listino di Parigi, che amplia la performance positiva odierna, con un incremento del 5,5%.

CSP produce bramme, grandi blocchi di acciaio utilizzati per la produzione di lamiere. L’impianto siderurgico all’avanguardia della brasiliana nello stato del Ceará è stato messo in funzione nel 2016 e ha prodotto le prime bramme nel giugno dello stesso anno. Gestisce un altoforno con una capacità di tre milioni di tonnellate e ha accesso tramite nastri trasportatori al porto di Pecém, un grande porto di acque profonde situato a 10 chilometri dall’impianto. CSP opera all’interno della prima Zona di trasformazione per l’esportazione del Brasile e beneficia di vari incentivi fiscali, tra cui una bassa aliquota dell’imposta sul reddito delle società.

“Con il CSP stiamo acquisendo un’attività moderna, efficiente, consolidata e redditizia che rafforza ulteriormente la nostra posizione in Brasile e aggiunge valore immediato ad ArcelorMittal – ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo, Aditya Mittal -. C’è un potenziale significativo per la decarbonizzazione dell’attività, data l’ambizione dello Stato del Ceará di sviluppare un polo dell’idrogeno verde a basso costo e l’enorme potenziale che la regione possiede per la produzione di energia solare ed eolica”.

ArcelorMittal: i vantaggi dell’acquisizione del gruppo CSP

L’acquisizione comporta diversi “vantaggi strategici”, spiega il colosso industriale, tra cui il potenziale di:

  • Espandere la posizione della Società nel settore siderurgico brasiliano in forte crescita.
  • Sfruttare i significativi investimenti di terzi previsti per la creazione di un polo dell’elettricità pulita e dell’idrogeno verde a Pecém.
  • Aggiungere 3 milioni di tonnellate di capacità di bramme di alta qualità e a costi competitivi, con la possibilità di fornire bramme all’interno del gruppo o di venderle in Nord e Sud America.
  • Consentire ulteriori espansioni da parte della Società, come l’opzione di aggiungere capacità di produzione di acciaio primario (compreso il ferro ridotto diretto) e capacità di laminazione e finitura.
  • Acquisire oltre 50 milioni di dollari di sinergie identificate, comprese le spese generali, amministrative e di vendita, l’approvvigionamento e l’ottimizzazione dei processi.

I risultati del secondo trimestre di ArcelorMittal

La guerra in Ucraina e l’impennata dell’inflazione non hanno risparmiato nemmeno il secondo produttore mondiale di acciaio. L’azienda lussemburghese ha registrato un utile netto in calo del 2% nel secondo semestre, a 3,9 miliardi di dollari, nonostante l’aumento del 30% dei prezzi di vendita dell’acciaio nel primo semestre.

“Il conflitto ha un impatto sulla nostra crescita e aggiunge una pressione inflazionistica che si traduce in una diminuzione della domanda”, ha dichiarato l’ad Mittal.

D’altra parte, questi prezzi elevati hanno avvantaggiato il gruppo nel primo trimestre. Di conseguenza, nei primi sei mesi del 2022, l’utile del gruppo è aumentato del 27% rispetto al primo semestre del 2021, attestandosi a 8 miliardi di dollari.

Il fatturato del gruppo ha superato i 22 miliardi di euro (22,5 miliardi di dollari) nel secondo semestre, con un aumento del 14,5%.

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