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Unicredit, conti correnti più cari. La liquidità è un costo salato

Imagoeconomica

“Gentile cliente, il contesto di mercato in cui il sistema bancario si trova a operare è recentemente mutato, impattando in modo crescente sull’attività bancaria e in particolare sulle attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità di conto corrente”. Attacca così la lettera che Unicredit sta inviando in questi giorni ai correntisti per presentare “la proposta di modifica unilaterale” del contratto My Genius, ovvero il conto riservato alla clientela privata. In pratica un aumento dei costi che arriva a ridosso dell’ingresso nell’istituto di Andrea Orcel, il nuovo Ad accompagnato dalle polemiche per lo stipendio non proprio “cheap” (7 milioni di euro).

 Al di là delle facili e scontate ironie, le motivazioni sono peraltro solide: Il contesto di mercato – si legge- in cui il sistema bancario si trova a operare è recentemente mutato, impattando in modo crescente sull’attività bancaria e in particolare sulle attività di deposito, gestione e remunerazione della liquidità di conto corrente”.  In particolare, il persistere dell’andamento negativo del valore dell’Euribor a 3 mesi al di sotto del tasso che la Bce applica alle banche sulla liquidità detenuta presso Francoforte (il Deposit Facility Rate) “ha fatto venir meno il necessario equilibrio economico fra il costo sostenuto per erogare il servizio e le condizioni economiche applicate al conto corrente”.

Insomma, la liquidità rappresenta ormai un costo per le banche. Un fenomeno che crea allarme anche perché, sotto i cieli della pandemia, è in costante crescita. Proprio oggi Banca d’Italia ha rilevato che a marzo i depositi del settore privato sono aumentati al ritmo dell’11,3% dopo il +12,3% in gennaio, e sfiora ormai il tetto dei 2 mila miliardi liquidi. Molto di più dei finanziamenti alle famiglie (+2,4%) e dei prestiti alle imprese (+7,6%). E così, dopo Fineco, anche Unicredit ha deciso di intervenire sui conti correnti. In maniera simile seppur parzialmente diversa da quella scelta dall’istituto guidato da Alessandro Foti che ha previsto di procedere alla chiusura dei conti correnti privati oltre i 100 mila euro, in assenza di investimenti o di prestiti presso la banca.

Unicredit, invece, ha deciso di applicare su tutti i depositi un aumento del canone mensile. E tra i parametri del calcolo di eventuali bonus sull’ammontare del canone (previsto su buona parte dei conti) non verrà più considerato il saldo dei conti correnti e dei depositi a risparmio. In pratica, a partire dal primo luglio, il costo mensile di My Genius, il conto basic, salirà da 1,78 a 3,03 euro Aumenti più rilevanti riguardano il contratto “transazionale silver” (da 7,72 a 10,05 euro), il “transazionale gold” (da 10,83 a 14,42 euro) ed il “transazionale platinum” (da 19,97 a 23,56 euro).  Anche Unicredit ha previsto una serie di incentivi per i moduli di investimento di modo che chi trasforma almeno 150mila euro di liquidità in fondi o polizze, dovrà pagare alla fine solo il canone base mensile di 4 euro ma sarà esente da altre spese.

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