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Tempi lunghi per il decreto sviluppo

   Si allungano i tempi per l’esame del decreto sviluppo. La messe di emendamenti che e’ stata presentata ha indotto le commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio a chiedere ufficialmente alla presidenza della Camera, con una lettera, di spostare l’approdo in aula del provvedimento, previsto per  lunedi’ prossimo, verso la fine della settimana prossima, indicativamente venerdi’.
   Del resto gli emendamenti presentati, per l’esattezza 1.541, richiedono tempo per essere esaminati.  E’ il Popolo delle liberta’ il gruppo che ha presentato il maggior numero di emendamenti: 479. A seguire il Pd (410) e quindi la Lega con 260. Poi l’Idv con 128, l’Udc con 101, Fli con 91, e poi i “responsabili” con 37, misto-minoranze linguistiche 32, misto-mpa-alleati per il sud 3.  “Useremo criteri rigidi per valutare l’ammissibilita – annuncia il vicepresidente della commissione Bilancio e uno dei relatorei Giuseppe Marinello -. Speriamo di arrivare a una definizione entro stasera e tenerci domani per una eventuale riproposizione. Non credo che cominceremo l’esame del decreto prima di giovedi’”. Non si esclude che le due commissioni possano lavorare anche domenica pomeriggio e lunedi’ nel caso la richiesta di allungamento dei tempi di discussione non venisse accolta.  
   E intanto si riaffaccia l’ombra della fiducia. Il sottosegretario all’economia, Alberto Giorgetti, per il momento non si sbilancia, ma l’ipotesi continua a aleggiare: “Dipende dall’andamento dei lavori”, dice. Cosi’ rimane in piedi l’ipotesi che il governo decida di ricorrere alla fiducia magari al Senato, per garantire l’approvazione entro il 12 luglio.

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