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Tasse, la stangata di marzo: addizionale regionale e comunale

Marzo è il mese delle imposte locali. E lo è per tutti, dal Friuli alla Sicilia. Alla fine di questo mese i contribuenti italiani dovranno rassegnarsi a una busta paga inesorabilmente più leggera. Era la fine dell’estate quando il governo Berlusconi ha varato le ultime misure a firma di Giulio Tremonti. All’inizio dell’inverno il governo Monti ha varato la manovra salva-Italia. Ora, con l’inizio della primavera, scattano due fra le principali novità fiscali del 2011: le addizionali regionali e comunali.

ADDIZIONALI REGIONALI IRPEF

Questo mese la stangata sarà particolarmente pesante sul fronte delle addizionali regionali Irpef: bisognerà pagare il conguaglio sul 2011. L’aliquota minima è stata alzata dallo 0,9 all’1,23%, ma le singole regioni potranno decidere di arrivare fino all’1,73%. Per le regioni che hanno i conti sanitari sballati, invece, l’aliquota arriva al 2,03%.

ADDIZIONALI COMUNALI IRPEF

Le sovrattasse comunali sono state sbloccate dal decreto agostano dell’ex ministro Tremonti. Alla fine di questo mese bisognerà sborsare l’acconto del 30%. In questo caso l’aliquota massima non verrà toccata (rimane allo 0,8%), ma tutti quei comuni che prima erano obbligati a mantenerla ad un livello inferiore, potranno alzarla quest’anno dello 0,2%. Un altro +0,2% potrà arrivare dal 2013.

ALTRE TASSE LOCALI: DALL’IRAP IN GIU’

L’Esecutivo del professore ha sbloccato poi una serie di tasse locali a tutti i livelli: comunale, provinciale e regionale. Il decreto montiano non è stato ancora convertito in legge dal Parlamento, ma gli aumenti possono già arrivare. I rincari più temuti sono quelli sull’Irap, ma le brutte sorprese potrebbero arrivare anche sul fronte del bollo auto, delle tasse per il gas, il diritto allo studio e l’abilitazione professionale.

LO SPETTRO DELL’IVA AL 23%

Marzo non è il mese dell’Iva, ma il suo fantasma continua ad aleggiare. Dopo il balzello dello scorso settembre dal 20 al 21%, il prossimo ottobre l’aliquota ordinaria farà un balzo ancora più ampio, arrivando al 23%. E stavolta salirà anche l’aliquota intermedia, che passerà dal 10 al 12%.

L’aumento dell’Iva era previsto come clausola di salvaguardia nel caso in cui il Governo non fosse riuscito ad esercitare la delega fiscale, ma il viceministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha confermato i timori. In realtà un piano b non esiste. Inoltre il ritocco sarebbe coerente con l’intenzione annunciata da Monti di spostare il peso fiscale maggiore dalle imposte dirette a quelle indirette.

UN AIUTO DA EQUITALIA: RATE PIU’ FACILI

Ottenere la possibilità di rateizzare i propri debiti con il Fisco sarà più facile: Equitalia ha reso più elastici i parametri per farne richiesta, innalzando da 5 a 20 mila euro il limite massimo per la procedura semplificata. Il numero massimo di rate è stato innalzato a 48, mentre l’importo minimo di ciascun pagamento resta fisso a 100 euro.

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